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De Rossi: "Mario ormai è un ometto, non servono trattamenti speciali"

20-06-2012 18:15 - Calcio Serie A , Nazionale di Calcio
Un De Rossi a tutto campo, quello che parla a Casa Azzurri a Cracovia. Proprio come quello che poi scende in campo, in Nazionale, giocando da difensore centrale, da playmaker, da interno di centrocampo. Dice che gli italiani si esaltano nelle difficoltà, come popolo, spiegando così le storiche vittorie con le grandi avversarie nei grandi appuntamenti: un bel riferimento in prospettiva Inghilterra, domenica sera a Kiev. E poi chiede a Balotelli di crescere, in fretta, di non piangersi addosso, di prendersi le sue responsabilità, di "far male" agli inglesi, nei quarti in Ucraina.

INGHILTERRA — "L´ho vista poco. Giocava dopo di noi, in corrispondenza della nostra serata libera. Ma ha grandi giocatori, Gerrard? E´ sempre stato il mio idolo. Hanno esterni giovani, e l´allenatore ha lavorato in Italia. E´ una squadra forte".

TIFOSI — "Gli inglesi saranno in maggioranza, a Kiev? Non tutti possono permettersi di muoversi in questo periodo storico. L´Italia vive un momento delicato dal punto di visto economico. E gli inglesi si spostano in massa. Ma in campo saremo 11 contro 11".

BALOTELLI — "Speriamo che i nostri attaccanti facciano male all´Inghilterra. Poi chi segna non importa, l´importante è fare un gol più di loro. Mario potenzialmente può far male all´Inghilterra. Se è un corpo estraneo dentro lo spogliatoio azzurro? Non mi sembra. Chi va in panchina è meno felice di chi gioca, ma lui lo vedo molto tranquillo. Mario è grandicello, sono vari anni che lo esaltiamo, e a 22 anni è un ometto, deve prendersi le sue responsabilità. Al posto suo vorrei essere trattato come gli altri, più grandi, senza un trattamento di riguardo. Io alla sua età giocai il Mondiale del 2006 e nessuno ebbe riguardo per me quando detti quella gomitata, contro gli Usa. Sono cose che formano. Io non sono qui per aiutare lui o altri, sono qui per provare a vincere l´Europeo. Le provocazioni inglesi? Sa quello che deve fare. I tabloid? Non so se sono troppo cattivi con lui o lui gli dà troppo da mangiare. E´ un un campione, giovane, per cui se ne parla, poi gioca in Inghilterra e lì ha fatto anche qualche casino. Qui tanto siamo in albergo, siamo chiusi dentro, non può combinare nulla. Ma a volte sono tanti i giocatori che danno meno di quello che potrebbero, non è neanche giusto ricondurre tutti i problemi a Balotelli".

PIRLO — "E´ un giocatore meraviglioso, decisivo, sinora. Il riferimento all´incompatibilità esce solo dopo una partita non buona, ma giocare insieme non è mai stato un problema".

RUOLO — "Non so in quale ruolo giocherò, a Kiev. Prandelli mi ha definito universale? E´ un valore, la mia più grande qualità è essere completo. Non mi devo limitare al compitino, dice il c.t.? Sì, e come Gerrard, svariare a tuttocampo. Non gioco nel ruolo che amo di più, davanti alla difesa, perché davanti ho uno dei giocatori più forti della storia del calcio italiano, Pirlo. Sono felice di «spostarmi». E nella difesa a 3 mi sono trovato meglio di quanto pensassi".

CAPELLO — "Favoriti? Non penso. Se mi sarebbe piaciuto incontrare Capello, ex c.t. dell´Inghilterra? E´ l´allenatore che mi ha aiutato di più, gli devo tutto. Credo sia un valore aggiunto".

LE SFIDE DI CHAMPIONS COL MANCHESTER — "Non sono mai stato fortunato contro le squadre inglesi (il riferimento è alla doppia eliminazione in coppa contro il Manchester United, con la Roma ndr). E non ho mai giocato contro l´Inghilterra. Eppoi Roma-Liverpool è una finale (di Coppa Campioni, nel 1984 ndr) che nessun Italia-Inghilterra potrà mai rimarginare, da romano. Ma l´Inghilterra è una delle 5-6 squadre storiche a livello internazionale, sarà bello giocare a Kiev. In passato dall´Inghilterra mi hanno cercato, non solo il Manchester City, è un interesse reciproco. Il calcio inglese è affascinante, ha superato quello italiano. Ma questo vale anche per la Spagna".

SCANDALI — "Se sono uno stimolo in più, come nel 2006? I gruppi azzurri sono sempre stati formati da grandi calciatori. E le difficoltà ci hanno uniti ancora di più. Gli italiani sono un popolo che nelle difficoltà si esalta".

GRANDE CON I GRANDI — "La storia dice che l´Italia si esalta nei grandi appuntamenti contro le grandi squadre, ma serviranno tre passi belli grandi per arrivare sino in fondo".

ZEMAN — "Non lo conosco personalmente. Mi incuriosisce tanto, come allenatore della Roma. E´ una scelta che ha portato entusiasmo all´ambiente. Sarà interessante conoscersi a vicenda".

IL MERCATO DELLA ROMA — "Il mercato non chiude domani, c´è tempo. Voglio pensare all´Europeo anche se un orecchio e un pezzo della mia testa sono sempre a Roma. Aspettiamo fiduciosi, speriamo bene. Quello che ho detto dopo Cesena-Roma lo penso tuttora".

Fonte: gazzetta.it

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