24 Marzo 2017
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Hagler: "La boxe mi ha reso un uomo migliore, ma anche Samp e Italia..."

15-02-2017 13:30 - Altri Sport
MONTECARLO - Gli unici rimpianti, pochi, se ne stanno nascosti in qualche antico verdetto. L´ultimo, ormai trenta anni fa, lo convinse che era meglio lasciare il pugilato. ´´Avevo battuto nettamente Leonard, non riesco ancora a capire come i giudici videro un altro match. Avrei volentieri fatto la rivincita, ma Leonard non me la concesse, ed allora meglio lasciar perdere´´. Marvin Hagler, il "Meraviglioso", non è uno che ama guardarsi indietro. Quando scese dal ring non ci fu la nostalgia canaglia, di quelle che troppe volte assale anche fior di pugili. Giù dal ring e basta, da solo e senza i cazzotti che hanno scaraventato via l´apparentemente immortale Bernard Hopkins. La boxe ancora possiede il Meraviglioso, ma solo di tanto in tanto quando si diverte a parlarne. Il mondo lo possiede anche grazie al suo impegno benefico, membro della fondazione Laureus Sports, tramite la quale aiuta ragazzi in difficoltà. L´Italia lo ha praticamente a tempo pieno, visto che ormai da anni si è stabilito nel Belpaese. ´´Fui chiamato a girare le riprese del film ´Indio´ e l´Italia mi piacque molto. E poi mia moglie è italiana, quindi...". Che il Meraviglioso sia diventato abbastanza ´italiano´ lo si capisce dalla sorprendente enfasi con la quale parla di calcio. "Siamo andati bene, abbiamo vinto le ultime tre partite, la squadra è divertente", dice riferendosi alla sua passione calcistica per la Sampdoria. ´´Ma a casa sono problemi solo se perde il Napoli... (scherza a proposito della moglie napoletana).

Il calcio è bello, ma il pugilato sembra una cosa più seria.
´´L´ho sempre affrontato con serietà, non è uno sport più violento di altri, ma quando lo si fa non deve essere mai per gioco. Io la boxe l´ho voluta, mi ha migliorato come uomo. E poi sono diventato un campione´´.

A proposito di campioni, oggi nella boxe ce ne sono un po´ troppi con tutte queste sigle...
"Ai miei tempi ci ho messo anni per arrivare al titolo mondiale, ora è tutto un po´ troppo facile. E ci sono anche meno vocazioni".

Quindi uno sport in declino?
"Questo no, la boxe non morirà mai, anche se vivendo in Italia mi rendo conto che qui c´è una certa flessione´.´

Ammetterà però che ai suoi tempi i giovani sentivano di più il richiamo della palestra.
"Una questione anche di opportunità. Oggi i ragazzi possono scegliere tra tante cose, magari preferiscono una comparsata in televisione per avere popolarità immediata invece di andare a sudare e lavorare duro´´.

Tra i pugili attuali ha qualche nome da fare?
´´Mi piace molto Antonhy Joshua, è un peso massimo molto rapido e tecnico. Il match del prossimo aprile contro Klitschko per il mondiale rappresenta un grande appuntamento per il rilancio della boxe´´.

Riavvolgiamo il nastro della sua carriera con qualche nome. Antuofermo
´´Un grande guerriero, nel nostro primo incontro la giuria lo premiò con un pari molto generoso per lui. In compenso gli dovettero applicare trentatrè punti di sutura al volto...´´.

Trentatrè, è il suo record.
´´Niente affatto, ad Hamsho è andata peggio. Gliene hanno dovuti mettere cinquantasei, però quella notte 5 li hanno applicati anche a me´´.

Di solito lei ha sempre dato punizioni severe nel match di rivincita, vedere anche Antuofermo. E´ un vendicativo?
´´No, quale vendetta. Forse prendevo meglio le misure...´´.

Proseguiamo con Hearns e Mugabi.
´´Due battaglie selvagge. Mugabi seppe resistere di più, con Hearns furono nove minuti di follia agonistica. Meglio per lui che è finito al tappeto abbastanza presto...´´.

Ma la notte più brutta fu quella con Minter, gli inglesi bianchi la odiavano.
´´Anche Minter ci aveva messo del suo, dicendo che non avrebbe mollato il titolo al un nero. Comunque il pubblico reagì male, la cosa più piccola che mi volò vicino fu una bottiglia... Lo misi fuori causa in tre round´´.

Un pugile può avere paura?
"Concetto difficile da spiegare. Diciamo rispetto per l´avversario, aiuta a non fare errori di sottovalutazione´´.

Chiudiamo con una domanda banale. Cosa le ha dato il pugilato?
´´Intanto mi ha reso un uomo migliore. E poi mi ha dato tranquillità economica. Ho faticato tanto per arrivare in alto, sono stato attento a non sciupare tutto".

Fonte: repubblica.it/sport

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