23 Luglio 2017


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Ceferin: "No a Superlega, ridurre divario ricchi e poveri"

13-07-2017 12:20 - Calcio Estero
Ha raccolto l´eredità di Michel Platini ed è diventato presidente Uefa in un momento difficilissimo per il calcio, tra inchieste, scandali, arresti e stravolgimenti vari. Aleksander Ceferin, sloveno classe 1967 eletto lo scorso settembre con il sostegno della Figc, parla del suo ruolo in un´intervista rilasciata a Tuttosport. " un onore per me essere il presidente Uefa, non è un compito facile, ma l´ho abbracciato con passione e dedizione. Sono convinto che, lavorando a stretto contatto con tutti i soggetti della famiglia europea del calcio, possiamo realizzare grandi cose per il futuro del nostro amato sport". Ceferin dice no a una Superlega europea dei grandi club e insiste sulla Champions League. "Le voci di un Superlega non mi preoccupano. Sto lavorando a stretto contatto con i club e sanno che la migliore competizione del club nel mondo rimarrà aperta a tutti. Un campionato chiuso è fuori discussione per la Uefa, e i club lo capiscono e lo rispettano". Per Ceferin il fatto che i migliori paesi calcistici avranno più squadre in Champions non ha nulla a che vedere con la Superlega. "E´ solo un emendamento che riflette le qualità sportive dei club provenienti dalle nazioni meglio classificate e, soprattutto, per migliorare la qualità della competizione". Il prossimo sarà un Europeo itinerante. "L´Euro 2020 in 13 paesi sarà un´edizione unica per celebrare i 60 anni del torneo, poi torneremo al tradizionale formato di ospitalità. Per il 2024 abbiamo due paesi con candidature molto forti: Germania e Turchia". Intanto è passata la linea Infantino con la Fifa che ha varato il Mondiale a 48 squadre. "Penso che fornirà una spinta al calcio in molti Paesi e questo potrebbe essere utile per lo sviluppo del calcio. Il torneo delle Nazionali? Avrà un impatto molto ridotto sui club poiché la durata di 32 giorni della competizione rimarrà la stessa".
Secondo Ceferin "gli investimenti stranieri" nei grandi club europei "non sono negativi, dobbiamo solo assicurarci che tali investitori lo siano a lungo termine e non scommettano su risultati rapidi. Il Financial Fair Play è utile proprio per assicurare che ciò non avvenga, in modo che i club abbiano stabilità economica e prospettiva di gestione. Le perdite complessive dei club sono diminuite in modo significativo e continueranno a scendere finché il meccanismo resterà in vigore". Con il calcio italiano c´è sempre stato grande feeling. " sempre un piacere avere alcune delle nostre competizioni organizzate in Italia e dimostra la volontà della Figc a essere membro attivo. Voglio ringraziarli per questo e per il loro continuo sostegno al calcio europeo". Complimenti per la Juve: "stanno lavorando bene e Andrea Agnelli è un uomo che rispetto molto. Ho un rapporto personale molto forte con lui e lo apprezzo molto come uno dei dirigenti leader del calcio, hanno avviato un progetto eccellente quando hanno deciso di costruire un nuovo stadio perché ciò aiuta a generare ulteriori ricavi. La Juve non lavora bene solo sul campo, ma ha anche una gestione aziendale eccellente". Elogi anche per Michele Uva ("sta portando nuove idee che potranno dare beneficio al calcio europeo") e poi spazio a due progetti a lui cari: salary cap e un limite alle rose. "I club più ricchi stanno diventando sempre più ricchi e il divario tra loro e gli altri è sempre più grande: in futuro, dovremo prendere in considerazione la possibilità di limitare i budget dei club per i salari dei giocatori così come stabilire un tetto alle rose per introdurre maggiore razionalità. Ma anche di questo discuteremo insieme".

Fonte: italpress.com

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