"Icardi deve partecipare di più alla manovra: Spalletti faccia qualcosa"

07-10-2018 23:39 -

Enzo Bucchioni ha risposto alle domande degli ascoltatori di Sportiva in "Microfono Aperto".

SUL SUCCESSO DELL´INTER: "Troppe critiche ai nerazzurri? Dopo 8 giornate di campionato hanno 8 punti di distacco dalla Juventus. E´ inevitabile criticare una squadra che è partita per essere l´anti-Juve, che ha fatto un mercato importante. Stasera non ha giocato benissimo, la Spal avrebbe meritato il pareggio. E´ una squadra molto fisica, che ha dei limiti nella gestione del palleggio. Ha grande carattere, ha vinto partite che l´anno scorso era impensabile vincesse, ma la distanza dalla Juventus si è allargata. Spalletti deve provare a fare qualcosa: Icardi deve partecipare di più alla manovra. L´Inter ha sofferto perché la squadra era spaccata. I cambi di Spalletti? Azzeccati, ma sono stati tardivi: si vedeva chiaramente che l´Inter era in apnea. Perisic? Lo conosciamo, non ha l´intensità nei 90 minuti. Gli errori in difesa? Miranda non so se andrà via a gennaio, ma stasera, forse complice l´assenza dal campo da un po´ di tempo, l´ho visto indietro sotto il profilo della reattività. E´ stato il peggiore in campo per l´Inter. La mano di Spalletti? Nell´Inter si vede: ha un gioco, con gli inserimenti dei centrocampisti, il movimento degli esterni. Certo, Spalletti potrebbe fare di più"

SULLA FIORENTINA: "Forse questo entusiasmo che c´è intorno alla squadra dopo le partite vinte in casa con grande animo, ha dato grande carica, ma bisogna fare i conti con il valore reale della squadra. Manca di un regista, Pioli ha adattato Veretout, ma non è il suo ruolo. Le squadre che ha incontrato in trasferta (Lazio, Inter e Napoli) sono tutte più forti. Non vorrei che questo inizio da applausi abbia un po´ condizionato il giudizio generale: la dimensione è stare intorno al settimo posto e provare a conquistare l´Europa League".

SUL NAPOLI: "Con Ancelotti è cambiato: siamo passati dalla "grande bellezza" di Sarri, calcio meraviglioso ma dispendioso, alla "grande saggezza" di Ancelotti, attraverso la capacità di gestione delle partite e del gruppo".