"L'anti-Juve è la Juve stessa, ma il Napoli può provarci"

21-10-2018 11:00 -

Stefano Cecchi è intervenuto a Radio Sportiva per rispondere agli ascoltatori nel microfono aperto. Ecco i principali temi trattati.

Su Juventus-Genoa: "La scelta di cacciare Ballardini mi sembra ancora oggi inspiegabile, ma la meraviglia del calcio è questa: improvvisamente la Juventus concede al Genoa questa impresa che oggi rende orgogliosi i tifosi rossoblù".

Su Pogba alla Juve: "Pogba è un bell'aggiungere, questa suggestione è ricorrente, ma se dovesse arrivare, sarebbe un di più o si sommerebbe agli altri componenti di un centrocampo già forte?"

Su Allegri: "Allegri è il miglior allenatore italiano insieme ad Ancelotti. Senza mai alzare la voce tiene insieme un ambiente difficile: lo ha ricostruito e ha vinto tutto il possibile con una squadra che forse non era attrezzata".

Sulla Fiorentina e Pioli: "La scelta di Pioli di giocare con Veretout davanti alla difesa ha garantito una fase difensiva molto più efficace e non è un caso che la Fiorentina prenda pochi gol. Io voglio bene a Pioli perchè non vende fumo: è un allenatore serio che molto spesso ottiene dalla rosa che ha il meglio".

Sull'Inter: "Serve equilibrio, davvero una squadra con Martinez dietro a Icardi più Nainggolan nel centrocampo a due avrebbe questo equilibrio? Quella che è una suggestione che anche io avrei da tifoso interista, nella testa di Spalletti è più che altro un'utopia".

Sulla crisi del Real Madrid: "Se perdi CR7 non puoi pensare di passare esente da qualche danno, ma la crisi di oggi non è spiegabile solo con la perdita di Cristiano Ronaldo".

Sul Napoli come antiJuve: "Mi pare che la vera anti-Juve sia la Juve stessa. Se Allegri riuscirà a tenere la testa della squadra sul campionato, in Italia la Juve non avrà rivali, però sappiamo che l'obiettivo vero dei bianconeri è la Champions e non è un caso il pareggio di ieri. Se il Napoli saprà essere bravo a rimanere dentro il campionato, potrà provarci. Dal punto di vista estetico il Napoli di Sarri aveva qualcosa in più, ma la sua fragilità era la testa; Ancelotti sta dando una sicurezza e una consapevolezza alla squadra che Sarri non dava, pur giocando leggermente peggio rispetto al suo predecessore".