"Ammonire o espellere un giocatore della Juve? Deve cambiare maglietta"

12-11-2018 11:07 -

Così Maurizio Biscardi nel "Microfono Aperto": "Panchina d'oro? Io la darei a Simone Inzaghi. Nonostante la mancata Champions, con la squadra che aveva ha fatto bene. Torino? Bisogna preservare alcuni giocatori, su tutti Belotti, che ha avuto una ripresa lenta ma è un bene del Torino e va recuperato. Mazzarri non prevede le 3 punte e quindi c'è un posto in meno. Non è una squadraccia, è quella che è, ovvero una squadra che può lottare per l'Uefa. Per la Champions ci vuole tutt'altre spese. Palermo? Un risultato preventivabile, è una squadra che piu o meno è la più seria candidata alla Serie A. Samp? In fase calante già da qualche giornata. Dopo gli applausi adesso i conti tornano meno, la squadra è più spenta e belligerante. L'Inter? Non è scesa in campo. Era in ritardo su tutto, evidentemente i giocatori stavano pagando psicologicamente la partita con il Barcellona. Come mai l'Inter tra novembre e dicembre comincia a girare a vuoto? E' un problema congenito? Altrimenti va affrontato in modo più drastico. Perisic? Quando si perde è sempre colpa di qualcuno. Ieri ha giocato solo Handonovic. Io discuterei di più chi è stato messo al posto di Politano. Perché Keità e non Martinez? Inoltre avrei fatto subito la sostituzione di Asamoah. E' in nettissimo ritardo su tutto, imposta con lentezza. La sosta per lui sarà una manna dal cielo. Il fallo di Benatia? E' cambiato il regolamento e non sempre viene spiegato bene. Mentre prima il fallo di mano veniva punito con l'ammonizione, adesso invece porta una riflessione all'arbitro, che deve decidere se interrompe un'azione importante o no. Su questo fatto c'è tutta la differenza del mondo. L'arbitro ha interpretato che non era un'azione importante, ma secondo me era da ammonizione. Cosa si deve fare affinché qualche giocatore juventino venga ammonito o espulso? Forse la cosa che deve succedere è che cambino maglietta. Bonucci? Abbastanza normale i fischi, loro sono dei semplici professionisti che pensano alla carriera più che ai colori".