"Con l'arrivo di Marotta, Modric torna di grande attualità per l'Inter"

14-11-2018 10:24 -

Giuseppe Tassi, editorialista del "QS" è intervenuto a Sportiva per parlare delle ultime vicende del calcio italiano.

SU MAROTTA ALL'INTER: "Credo che il suo passaggio dalla Juve ai nerazzurri possa cambiare degli equilibri, perché è un dirigente che ha avuto un peso determinante negli scudetti vinti dai bianconeri in questi ultimi anni, per le sue scelte e per la capacità organizzativa. Non è un caso che sia uscita la voce che potrebbe portare all'Inter Giuntoli, d.s. del Napoli, che potrebbe ricostituire in nerazzurro quella che era l'accoppiata con Paratici alla Juve. Se le mosse di Marotta saranno orientate anche a creare una struttura, l'Inter può davvero cambiare faccia".

SU MODRIC: "Con l'arrivo di Marotta, Modric tornerebbe di grande attualità per l'Inter, anche in virtù dei rapporti che ha saputo costruire con i grandi club europei. Potrebbe essere la prima grande mossa di Marotta al suo sbarco in nerazzurro".

SUI POSSIBILI RITORNI IN ITALIA DI CAVANI, IBRAHIMOVIC E PATO: "Di tutti questi, quello che mi suggestiona è proprio un possibile ritorno di Cavani al Napoli, perché andrebbe a inserirsi in un meccanismo che funziona molto bene, ma che manca di un centravanti che assicuri una continuità di gol. Ibrahimovic sinceramente è condannato dall'anagrafe, Pato non mi è mai parso decisivo per le sorti del Milan neanche in passato".

SULL'ANTI-JUVENTUS: "E' la Juve stessa, pur sottolineando il problema della squadra di Allegri nel chiudere le partite. E' la sindrome che è costata la sconfitta con il Manchester United e che fa rischiare anche alla squadra in campionato. Sul campo, come rivale più attendibile, al momento rimane il Napoli, soprattutto per la capacità di Ancelotti di abbinare qualità e trasformismo. L'Inter, invece, ha il limite di questi cali di rendimento improvvisi".

SULLA NAZIONALE: "La ricerca forzata del talento credo che sia giusto provarla. Quello che è venuto fuori dall'ultima partita contro la Polonia può portarci lontano: non è un'eresia giocare senza il centravanti classico, anzi... Era dai tempi di Vicini che non vedevo giocare la Nazionale con facilità ed allegria come ho visto contro la Polonia".