"Non si può pensare che lo stadio diventi un college inglese"

01-12-2018 11:08 -

Stefano Agresti è intervenuto in diretta a Sportiva per rispondere alle domande degli ascoltatori in “Microfono Aperto”

SULLA PROPOSTA DI ANCELOTTI: "Quali tipo di insulti puniamo? Per quali fermiamo le partite? Quante persone devono insultare per fermare le partite? Diventa inevitabile 'stabilire un tariffario' degli insulti. Io sono per punire con le pene più gravi possibili gli insulti razzisti e di matrice territoriale, ma si deve arrivare a stabilire una specie di 'tariffario', sennò diventa tutto ingestibile. Le società non hanno fatto abbastanza per combattere certi atteggiamenti dei tifosi, ma si dibattono in mezzo a grandi difficoltà perché spesso sono oggetto di ricatti da alcuni di questi tifosi. C'è la necessità che vengano presi provvedimenti molto duri da parte delle autorità per chi si rende protagonista di reati all'interno degli stadi: a volte, invece, si ha la sensazione che gli stadi siano delle zone franche. Ma non si può neanche pensare che lo stadio diventi improvvisamente un college inglese".

SU DYBALA: “Penso che possa ancora crescere e non mi pare che nell'ultima parte della scorsa stagione abbia brillato in maniera particolare. Credo che sia più un problema che riguarda lui e la sua capacità di assumersi responsabilità, piuttosto che la presenza di Cristiano Ronaldo. Anzi, la vicinanza di CR7 non può che fargli bene".

SUI CENTRAVANTI ITALIANI: "Il podio? Immobile è il numero uno, secondo Belotti, per quello che ha fatto due stagioni fa e mi dispiace che non si sia confermato, poi Cutrone, che in prospettiva è un attaccante di grande spessore. Poi voglio fare due nomi: Pavoletti, che anche Gasperini ha definito il miglior centravanti italiano, e Kean, che mi è sembrato un attaccante che ha delle grandi qualità. L'auspicio è che a gennaio la Juve gli trovi una collocazione per permettergli di misurarsi con continuità".