"Con i soldi di Paquetà, anche meno, il Milan poteva prendere Barella"

21-12-2018 17:44 -

Pierpaolo Marino è intervenuto in diretta a Sportiva per rispondere alle domande degli ascoltatori in "Microfono Aperto".

SU PERCHE' PAQUETA' E NON BARELLA AL MILAN: "La storia è semplice: Leonardo privilegia la pista brasiliana, che gli ha permesso di portare dei giovani fuoriclasse in Italia, Pato su tutti. Ha voluto effettuare una delle sue scommesse, ma con quei soldi, forse anche meno, si poteva prendere Barella".

SU GATTUSO: "Quando è arrivato, il Milan veniva da una gestione, quella di Montella, per niente fortunata, con l'equivoco del modulo da usare dopo l'acquisto di Bonucci. Gattuso ha portato la squadra ad un finale di stagione onorevole e quest'anno è in linea con gli obiettivi della società".

SU JUVENTUS-ATLETICO MADRID: "Poteva essere tranquillamente una semifinale e non un ottavo: la Juventus meritava un sorteggio più benevolo. La squadra di Allegri dovrà fare di necessità virtù, ma è un turno rischioso e certi avversari è sempre meglio incontrarli il più in fondo possibile alla competizione".

SUL CAMPIONATO: "Non è chiuso perché nel calcio dei tre punti non è mai chiuso niente. Sono convinto che a Bergamo la Juve potrebbe trovare una buccia di banana sul suo percorso: deve stare attenta a non sottovalutare questa partita, perché l'Atalanta nelle ultime giornate è tra le squadre che ha vinto di più".

SU ICARDI: "Il suo futuro è abbastanza complicato, perché è uno dei migliori 5 attaccanti al mondo e ha una moglie un po' turbolenta, che complica il fatto di sopravvivere a lungo in un club. Penso che Marotta sarà l'elemento catalizzante di questa situazione, perché è abituato a gestire situazioni di grandi fuoriclasse. Non è da escludere, però, che senza il raggiungimento dell'accordo d rinnovo, che comunque credo ci sarà, ci potrebbe essere la necessità di una sua cessione".

SULLA SPAL: "E' costituita da una squadra e un tecnico che sono all'altezza di raggiungere la salvezza. Sta facendo un campionato che resta onorevole, Semplici, con la rosa che ha, riuscirà a superare questo momento e la società interverrà a gennaio per rafforzarla".

SUL BOLOGNA: "Sono meno ottimista, deve intervenire sul mercato per rinforzare una squadra che non è all'altezza della sua storia".

SUL SUO APPRODO ALL'AVELLINO: "Non c'è alcuna possibilità che possa verificarsi".

SU QUAGLIARELLA: "L'ho preso a Napoli e ne sono un estimatore. Un aggettivo? Esplosivo".

SU TONALI, ZANIOLO E BARELLA: "E' un tris d'assi, questi tre sono predestinati. Il problema per la Nazionale, Cutrone a parte, è ripartire con gli attaccanti".

SU LAFONT: "Non stiamo assistendo a delle prestazioni esaltanti, penso che sicuramente sarà sotto la lente di ingrandimento da qui alla fine della stagione".

SU HYSAJ E KOULIBALY: "Il primo può essere il lista di partenza per l'anno prossimo, ma non per questo gennaio. Sul secondo, se De Laurentiis ha lanciato questi messaggi negli ultimi giorni, vuol dire che c'è una difficoltà perché evidentemente sta ricevendo delle offerte di ingaggio irrinunciabili. Se il giocatore volesse andare altrove e se il Napoli trovasse una valutazione stratosferica, sarebbe giusto venderlo. Attualmente, comunque, è il miglior difensore al mondo".

SUL CHIEVO: "Non è affatto spacciato. Ha sempre avuto le caratteristiche di lottare fino in fondo: non lo considererei già retrocesso. Ambiente, squadra e tecnico sono ancora concentrati per compiere il miracolo".