"Razzismo? Non si combatte in silenzio"

08-01-2019 17:58 -

Nel Microfono Aperto è intervenuto il direttore Michele Plastino per rispondere alle domande degli ascoltatori.
"Mi auguro che il caso Koulibaly porti ad una presa di coscienza, qualcosa si è mosso: io sono d'accordo con l'interruzione delle partite, senza dare un'arma di ricatto ad alcune frange.
Più che il moralismo servono gesti, sento indignazione per una partita e magari non per il traffico d'armi con certi Paesi: magari però andare in Arabia Saudita per la Supercoppa e mettersi un fiocco rosa a casa loro davanti a tutto il mondo darebbe un messaggio importante.
Va evitata la classifica delle nefandezze, tutto ciò che è delinquenziale va condannato e combattuto.
Non dare importanza ai razzisti? Il fatto esiste e quando combatti non lo fai in silenzio. Uscendo dal campo daresti un messaggio, ne parlerebbe il mondo e non ci sarebbe né penalizzazione né sconfitta: io sono d'accordo con Ancelotti. Partita persa per colpa dei tifosi? Non sono d'accordo, darebbe potere a delle frange. Mi piacerebbe una maggiore presa di posizione dei giocatori, anche avversari, in caso di cori razzisti.
Conoscendo Ancelotti, è persona onesta intellettualmente: è vero che in passato non ha preso posizione su questi temi, ma forse quando le cose accadono sulla tua pelle magari le capisci davvero.
Paquetà ? Il posto si trova, nel 4-3-3 come intermedio o attaccante esterno.
Il tifoso dell'Inter credo debba essere contento per quello che sta facendo la società, a tutti i livelli.
Per la Juve per me meglio Milinkovic che non è una minestra riscaldata, Pogba ha avuto l'alibi Mourinho ma non mi pare che al Man Utd abbia dimostrato suo valore: il serbo quest'anno ha reso meno ma per varie vicissitudini.
Mi confortano certi così maturi interventi degli ascoltatori, non della serie tu hai fatto quello ma quell'altro ha fatto altro ecc. che sa di abbattimento culturale e fa sembrare lo sportivo in minoranza al giorno d'oggi.
Ricordiamoci la tragedia dell'Heysel e la responsabilità di chi organizzò in maniera sciagurata quella partita, con le famiglie messe accanto agli hooligans, finite schiacciate per fuggire alla violenza. Ci vuole competenza, gente che sa di calcio, di cultura e di sport".