"Piatek scommessa affascinante, ma il Milan ha bisogno di presente, non di futuro"

24-01-2019 11:07 -

Così Stefano Cecchi al 'Microfono Aperto' : "Il progetto U23? Non ne capisco né il senso né i vantaggi. L'Atletico? Fossi un tifoso juventino sarei preoccupato perché è l'avversario peggiore che poteva capitargli. Il calcio dell'Atletico è simile a quello della Juve, ne esaspera le caratteristiche. Di sicuro non possiamo aspettarci 2 partite spettacolo. Var? Ha migliorato il calcio dal punto di vista della certezza del diritto. Ha reso il calcio più giusto, non ne tocca l'essenza e va tutelato. Viene ostacolato solo da una parte degli arbitri, che rispetto alla tecnologia sentono di contare meno. Il calcio a Prato? Dispiace della situazione di una squadra che si allontana così dalla città. Comunque tutte le realtà di provincia hanno difficoltà, a dispetto del calcio d'élite che oggi a livello mediatico ha un forte impatto sulle nuove generazioni. Credo che per sognare non c'è bisogno di CR7. Vorrei che il calcio raccontasse storie che emozionano, alla Miguel Vitulano, Palombo, Gastaldello... mille storie che il calcio di oggi vuol dimenticare, per arrivare alla SuperLega, con pochi club. La classe nel calcio è sempre stata ammirata. Però oggi non è più consentito sognare per campioni di provincia anziché i top player. Adoro Batistuta e Riganò, tra loro c'è un divario tecnico imparagonabile, ma voglio un bene dell'anima a Riganò. Rigettare l'idea che ci possa essere l'emozione nel calcio minore non l'accetto. Oggi i soldi arrivano dai diritti televisivi e - con la Champions - la forbice tra chi partecipa e chi no si sta ampliando sempre più. Vicenda Piatek? Mi ha ferito perché se ci fosse stato un presidente alla Rozzi anziché Preziosi, l'avrebbe tenuto ancora un anno per vederlo giocare, per una questione di passione e valori, non per soldi. Per la squadra di Gattuso si tratta di una scommessa affascinante, ma il problema del Milan è che per blasone e storia dovrebbe guardare più al presente che al futuro".