"Rinnovo? Icardi e la sua dolce metà avrebbero fatto meglio a non pubblicizzare la questione"

04-02-2019 14:38 -

Ciro Venerato è intervenuto in diretta a Sportiva per rispondere alle domande degli ascoltatori in "Microfono Aperto".

SULL'INTER: Icardi non sta convincendo in questo inizio del girone di ritorno, ma fino alla fine del girone d'andata ha sempre fatto il suo. Poi le questioni contrattuali danno fastidio ai tifosi e il giocatore e la sua dolce metà avrebbero fatto meglio a non pubblicizzarle. Nainggolan l'ho sempre ritenuto un grandissimo giocatore, ma da dirigente non l'avrei mai preso, perché preferisco uno magari meno forte, ma più serio, etico e professionale. Su Perisic, invece, l'Inter ha sbagliato a non mandarlo via l'estate scorsa, perché ora rischia a giugno di venderlo a meno. Aveva il mal di pancia e alla lunga andava dato via".

SUL RUOLO DI CALHANOGLU: "E' un intermedio, che nel calcio moderno può fare anche l'esterno, seppur con caratteristiche diverse dall'ala pura".

SULLA CESSIONE DI BENATIA: "Ha puntato i piedi, non aveva un buon rapporto con Allegri e la Juve, che ha capito che non poteva permettersi di tenere un giocatore così nello spogliatoio, ha fatto una bellissima operazione di mercato. Caceres è arrivato perché il Parma non ha voluto dare Bruno Alves, mentre altri giocatori, come Christensen del Chelsea, non sono partiti".

SU TONALI: "Ad oggi non si può dire dove andrà, perché l'asta è iniziata da poco. Piace alla Roma, all'Inter, alla Juve e forse anche al Milan; in Europa piace a top club, soprattutto in Premier. Se il Brescia vincerà il campionato, però, non escludo che possa rimanere lì per un altro anno".

SUL NAPOLI: "De Laurentiis ha preso il club in Serie C, dal tribunale, e ha garantito per 9 anni l'Europa, però fa i suoi interessi e sta nel calcio per soldi. E' l'espressione migliore di un Sud che dimostra che si possono creare aziende sane e ottenere risultati. Io, però, sono attaccato al vecchio calcio, quindi più vicino ai Ferlaino o ai Moratti, che non pensavano tanto al bilancio, ma più alla classifica"