"Plusvalenze? Non esiste un listino prezzi dei giocatori"

08-02-2019 17:41 -

Pierpaolo Marino è intervenuto in diretta a Sportiva per rispondere alle domande degli ascoltatori in "Microfono Aperto".

SULL'ANTIPATIA PER LA JUVENTUS: "E' la squadra italiana col maggior numero di tifosi, ma pure quella più odiata da tutti gli altri. L'interpretazione è che chi vince è antipatico, anche nella vita si finisce sempre per invidiare chi è più fortunato: è un sentimento biasimevole, ma umano".

SUL NAPOLI: "Fabian Ruiz è sicuramente un giocatore importantissimo, un acquisto azzeccatissimo e farà parlare molto di sé. Il paragone con Cambiasso ci può stare. Come erede di Hamsik, per caratteristiche, indico, invece, Zielinski, che ha ancora margini di miglioramento importantissimi e ha nelle gambe la potenzialità di fare tantissimi gol".

SUL PALERMO: "Se non saranno pagati gli stipendi, i contributi e le tasse, rischia la non iscrizione al prossimo campionato. In base a quello che leggo, perché non ho mai avuto a disposizione i bilanci per potermi fare un'idea su base reale".

SULLE PLUSVALENZE: "Sono ferito da questa questione plusvalenze, perché mi sono dovuto fare 4 anni di processi per difendermi dalle accuse e ne sono uscito assolto. Quando comprai all'Udinese Behrami dal Genoa, fu ritenuta eccessiva la valutazione di 5 milioni, ma fu rivenduto 4 anni dopo a una quindicina di milioni. Quando una valutazione è frutto della libera contrattazione tra le parti, non credo che ci sia nulla da eccepire. Come diceva Galliani anni fa, non esiste un listino prezzi dei calciatori".

SULLA ROMA: "Per Alisson nessuno avrebbe saputo fare di meglio. Salah, invece, un anno dopo è stato valutato oltre 100 milioni e questo indica che il parametro della vendita non è stato corretto. La Roma è diventata una società di trading, al contrario di quanto succedeva con Sensi o Dino Viola. A me fa più senso il fatto di aver pagato Schick 42 milioni rispetto allo scivolone, che può capitare, di vendere un giocatore sottoprezzo".