"Se un gruppo di giocatori non riconosce più il capitano la società deve ascoltarlo"

15-02-2019 18:53 -

Pierpaolo Marino, durante il microfono aperto di Radio Sportiva, ha risposto alle considerazioni degli ascoltatori in diretta. Ecco le principali tematiche affrontate:

Sull'erede Hamsik: “Se devo indicare un giocatore che gli assomiglia di più dico Zielinski. Riassume con le debite proporzioni le caratteristiche fisiche e balistiche il profilo dello slovacco. Per come lo ha utilizzato Ancelotti a livello di campo preferisco Ruiz”.

Su Mazzarri: “Con il Napoli portò al secondo posto una squadra che aveva sì e no 40 milioni lordi di ingaggi, con la Reggina fece un rendimento da UEFA. Non riesco a trovare dei difetti a un allenatore così. Se poi si parla del fraseggio e della capacità di giocare la palla dico che preferisco Gasperini, ma forse le società hanno avuto poca pazienza con lui”.

Sul caso Icardi: “Aspetto che siano chiari gli accadimenti nello spogliatoio e nel rapporto con Spalletti, ma anche con la società. Sono curioso di sapere se la fascia tolta sia stato dovuto a un intervento della società, dello spogliatoio oppure a causa del rapporto con Spalletti. Mi fido di Marotta, evidentemente la società ha dovuto ascoltare il volere della squadra. Il capitano, per portare la fascia, deve dare l'espressione a tutto il gruppo: se un nutrito drappello si presenta ai dirigenti e non lo riconosce più, la società ha le mani legate”.

Su Higuain: “Se uno ha il giocatore in prestito si muove con più leggerezza rispetto a uno di proprietà. Leonardo ha fatto bene a prendere Piatek, la vicenda del Pipita è andata in direzione dell'acquisto di un sostituto, altrimenti sarebbe rimasto l'argentino”.

Su uno scambio Dybala-Icardi: “Gli affari Juve-Inter sono sempre difficili, questo sarebbe decisamente complicato. Penso che sia irrealizzabile”.

Su Marotta: “Moratti è stato sempre paternalista nella gestione dell'Inter e negli anni in cui ha vinto di più c'era Mourinho, che da solo faceva per quattro. Quel Presidente ha sempre annacquato le regole di comportamento in squadre professionistiche. Non si tratta di stile Juventus, ci sono tante squadre in A che funzionano lo stesso pur non copiando i bianconeri. Marotta è un dirigente esperto e forte”.

Su Ajax-Real: “I Lancieri hanno stordito gli avversari e davvero hanno mostrato sprazzi di grande gioco. Gli spagnoli non meritavano di vincere anche se nel secondo tempo i padroni di casa sono calati. Al di là di questa partita, in patria l'Ajax non è nemmeno primo in classifica in un campionato abbastanza svilito come l'Eredivisie. Vedremo al ritorno se varranno delle motivazioni in più”.

Su Allegri alla Ferguson: “In Italia è molto più difficile fare tanti anni nello stesso club come successo al Manchester, in Inghilterra gli allenatori sono dei coach che gestiscono anche il mercato affidandosi ad intermediari FIFA in un sistema profondamente diverso dal nostro”.

Sul centrocampo della Juve: “In questa squadra è difficile trovare punti deboli, se non qualche calo di concentrazione nei minuti finali delle partite che ha pareggiato, soprattutto in difesa. Forse qualche problema c'è più lì, anche dovuto ai tanti infortuni, perché i bianconeri hanno subìto qualche gol di troppo”.