"La 'colpa' di Allegri? In Italia la Juve si accontenta del risultato"

23-02-2019 18:21 -

Gianfranco Teotino, durante il microfono aperto di Sportiva, ha risposto alle domande in diretta degli ascoltatori. Ecco i principali temi trattati:

Sull'Atalanta: “Dal punto di vista fisico un calo c'è, ma è mancata la qualità. Mancavano Gomez e De Roon, Gasperini sta facendo troppe rotazioni e la squadra non mantiene la compattezza. Oggi la squadra è stata troppo lunga, non so se le rotazioni sono state in vista della Coppa Italia. Oggi mi ha colpito come i bergamaschi non abbiano reagito dopo lo svantaggio.

Sul Milan: “Fra Milan e Juve la distanza è ancora grande e non credo che una buona sessione di mercato possa colmarlo per ora. L'importante è che i rossoneri continuino a respirare aria di alta classifica e competano con le squadre più forti d'Italia. I progressi fatti nelle ultime partite con Piatek e Paquetà stanno riportando verso un obiettivo Champions che sembrava molto difficile”.

Sulla Nazionale: “Ci sono le giuste premesse per far sì che ci sia la rinascita, abbiamo puntato su molti giovani in difesa e a centrocampo. Ci sono buchi generazionali che pesano di più quando il movimento generale è in difficoltà. Inoltre, in Italia non c'è un livello di competitività che permetta di crescere più di tanto”.

Sulla Juve: “Se una colpa si può attribuire ad Allegri non è quella sul gioco che fa, è ingeneroso tacciarlo di vincere giocando male. La sua 'colpa' è che la distanza con le avversarie è tale da non consentire una preparazione efficace a scontri di alto livello come in Champions. Anche giocando contro queste avversarie si potrebbe fare qualcosa di più, si accontenta non appena pensa di aver risolto una partita, forse per preservarsi. Se la Juve avesse un atteggiamento diverso anche in partite più facili forse il morale sarebbe più alto”.

Su Zaniolo: “Ha talmente tante potenzialità che in tutta Europa lo seguono. Da qui ad avere una trattativa c'è tanta differenza, vedremo se la Roma deciderà di privarsene”.

Sull'Udinese: “La filosofia societaria si basa sui giocatori, cercandone di giovani per il mondo di livello medio-alto per poi rivenderli e restare a discreti livelli. La famiglia Pozzo è anche proprietaria di altri club e nonostante il club bianconero sia quello 'primario' è un po' passato in secondo piano perché in Premier c'è un business diverso. Penso sia stato fatto il minimo per tenere in vita i friulani”.