"Quando De Laurentiis parla di grandi progetti mi viene da sorridere"

29-03-2019 17:41 -

Pierpaolo Marino, durante il filo diretto con gli ascoltatori di Sportiva, ha risposto alle domande in diretta:

Sull'operato dei dirigenti: "Fassone e Mirabelli hanno forse peccato di inesperienza al Milan, perché erano al loro primo incarico importante. Monchi invece non ha interagito bene con Di Francesco nella scelta dei giocatori né ha saputo sposare bene la linea della società. Secondo me in Italia non abbiamo bisogno di DS stranieri".

Sul caso Icardi: "La situazione Icardi è di spogliatoio. #Marotta ha dovuto impugnare la situazione e ha agito con buon senso quando la bomba era già scoppiata. Alcuni leader si sono rivoltati contro il capitano a causa di qualche dichiarazione di Wanda Nara. Secondo me l'Inter ha gestito bene la situazione, perché non poteva fare altrimenti. Penso che Marotta abbia anche chiuso bene la questione, riuscendo a riavvicinare le parti".

Sulla stagione del Napoli: "Se fosse eliminato dall'Europa League resterebbe una stagione sulla falsa riga dell'anno scorso ma con meno punti in campionato e uno scudetto meno lottato. Nel complesso buona ma meno dell'anno scorso".

Sui progetti di ADL: "Quando De Laurentiis parla di settori giovanili stile Cantera e grandi progetti mi viene da sorridere perché li sento da 15 anni. Non ci credo, già da troppo tempo se ne parla. Quando ero io nel club avevo bloccato quattro campi per il settore giovanile dallo stesso proprietario di Castelvolturno, ma al momento di chiudere sono stato bloccato".

Sulla lotta retrocessione: "Credo che si arriverà a una quota salvezza alta. Il Bologna sta dando segnali importanti, l'Empoli riconquista la filosofia di gioco che aveva in B con Andreazzoli e l'Udinese ha vinto qualche partita buona anche se discontinua. Mi sembra la più in bilico e la più imprevedibile: i due allenatori precedenti non sono riusciti a dare la scossa, mentre Tudor è ora un salto nel vuoto".

Su Schiappacasse: "Forse non gioca perché ci sono altri giocatori che stanno facendo meglio. Questo succede quando l'allenatore non ritiene un profilo ancora pronto".

Sulla capienza degli stadi: "Sono i requisiti di comodità di un impianto che portano ad avere tanto pubblico. Tutte o quasi le società però puntano a costruire impianti che rispecchino la media di spettatori che partecipano alle partite, in modo da evitare l'effetto 'vuoto'".