"La Juve deve concentrarsi sugli acquisti, non su Allegri. E il paragone con Conte..."

25-04-2019 14:47 -

Durante il microfono aperto di Sportiva, Ciro Venerato ha risposto alle domande in diretta degli ascoltatori. Ecco le sue considerazioni:

Sul futuro della Juve: "La Juventus ha delle priorità, ovvero sistemare la rosa. Non penso però che si possano spendere tanti milioni per Joao Felix o qualche altro profilo. Penso sia difficile vedere questo portoghese in Italia".

Su Messi: "Ancora una volta sta trascinando il Barcellona verso una possibile finale. Pallone d'Oro? Il singolo è legato alla squadra. Per quanto non stimi i premi individuali penso che CR7 sia un atleta completo e Messi un grande artista. Per lungimiranza tattica dico CR7".

Su Allegri: "Fossi juventino mi concentrerei più sugli acquisti che sull'allenatore... Paragonarlo a Conte è ingiusto, perché in Europa l'attuale tecnico bianconero ha dimostrato di saperci stare".

Sul Torino: "Il nome che si fa per il prossimo DS Torino è quello di Pantaleo Corvino. Vedremo se poi potrà andare in porto questa suggestione".

Sugli striscioni fascisti: "Ho trovato il comunicato della Lazio troppo leggero. Bisogna essere chiari contro razzismo e fascismo: seppur in parte minima c'è una frangia della tifoseria che va stigmatizzata più fortemente. Lo striscione di ieri mi ripugna da italiano".

Su Insigne: "Non ha fatto niente di male alla società, le valutazioni sul mercato sono normali. Non capiterà un altro caso Icardi con la fascia tolta".

Sulle cessioni della Juve: "L'arrivo di CR7 ha tolto qualcosa a Dybala e Allegri non lo esalta in campo. Se la Juve vuole fare mercato e fare qualche colpo deve cedere qualcuno e lui e Douglas Costa sono i principali indiziati"

Su Conte: "Lui piace alla Roma e l'arrivo imminente di Petrachi potrebbe aiutare perché è un caro amico dell'ex CT. I giallorossi parlano anche con Sarri, anche perché Conte punta a un progetto che possa garantire vittorie immediate".

Sul Napoli: "La storia del club dice che vincere lo scudetto è una possibilità ma non un obbligo. La società attuale ha regalato tre secondi posti in quattro anni. Difficilmente ADL cambierà strategia, così come trovare un imprenditore migliore".