"Il dito medio di Sarri? Come gesto non si fa, ma può scappare"

27-05-2019 11:04 -

Questi i temi trattati da Sandro Sabatini nel 'Microfono Aperto'

SU SPALLETTI: Le statistiche che ha snocciolato non fanno una grinza anche se la sua Inter non è paragonabile a quella dei predecessori. Tra tutti i dirigenti dell'Inter, Marotta è quello più bravo e se Spalletti è andato fuori di testa è proprio per il suo arrivo, perché Marotta è accostato a Conte. Spalletti ha sentito attorno a sé instabilità.

SU SARRI: Il famoso dito medio lo giustifico perché non si fa come gesto ma può scappare, non sapeva di essere inquadrato. Il suo stile? Ci gioca sopra, ma un allenatore va giudicato per i risultati e per l'impiego della rosa.

SULLA JUVE: Hanno anticipato gli interventi dei giocatori per guadagnare tempo sulla prossima stagione, altrimenti qualcuno avrebbe iniziato la preparazione in ritardo. Ramsey? Può giocare in un centrocampo a 3, assomiglia ad un giovane Marchisio, le caratteristiche sono quelle.

SUGLI ADDII: Moretti? Ci sono stati degli addii celebrati come meritavano, ma il suo non è paragonabile a quello di De Rossi. L'addio di De Rossi senza Pallotta in tribuna mi è sembrata una mancanza, vuol dire che qualcosa non va.

SU ICARDI: E' un giocatore di valore, la vicenda della fascia da capitano ha influito negativamente su tutta la stagione. Non credo vada al Napoli, che in attacco è già coperto.

SULL'INTER: Finale con il batticuore, ieri sera ha avuto molta fortuna ma il posto in Champions è meritato.

SULL'ATALANTA: Dieci anni fa ci è arrivata l'Udinese in Champions. Fa impressione l'impresa perché ha sconvolto tutti i luoghi comuni sulla preparazione, perché la prima partita risale all'indomani del Mondiale. Ha fatto 11 mesi di allenamenti e ciò è incredibile.

SULLE CORDATE: Non ci credo. Se imprenditori italiani come Moratti, Berlusconi o Della Valle vanno via, significa che oggi le potenzialità economiche per tenere in vita le società di calcio non ci sono più.

SUL NAPOLI: In questi 2 mesi dovrà sfruttare la permanenza dell'allenatore, che darà indicazioni precise per rafforzare la formazione. Deve fare la politica dei giovani ed essere bravo a prendere giocatori da scoprire o riscoprire come Ilicic. Ci sono tante opportunità e possibilità per avere il ruolo di terzo incomodo tra la Juve e l'Inter.