Bruno Longhi: "Icardi punito per aver devastato lo spogliatoio"

28-06-2019 11:12 -

Questi i principali temi trattati da Bruno Longhi nel 'Microfono Aperto':

SU POGBA' ALLA JUVE: L'operazione non è di facile riuscita. La Juve deve stare molto attenta, o va su Pogbà su o De Ligt, rispettando i parametri del fairplay finanziario.

SU CONTE: La presentazione non è ancora avvenuta, siamo in un periodo storico in cui gli allenatori girano da una parte all'altra. Prese una Juve dal settimo posto e gli ha fatto vincere 3 scudetti, ha portato a vincere il Chelsea e con la Nazionale se non fosse uscito ai rigori l'avrebbe portata tra le prime 4. Conte ti garantisce quel 25% in più.

SUL MERCATO DELL'INTER: Se gioca con la difesa a 3, Godin Skriniar e De Vrij, il terzino non serve. Per il resto arriverà Barella, Dzeko e Sensi. Il punto di domanda riguarda Lukaku e il problema Icardi.

SULLE PAROLE DI DE LAURENTIIS: Quelle squadre che hanno avuto periodi duraturi di gloria hanno messo le basi per conquistare le simpatie dei tifosi. Quando vinci molto, crei tifoserie anche in zone dove non ci sono squadre importanti.

SU LUKAKU E DZEKO ALL'INTER: Lukaku è un problema non facile da risolvere, la cifra in ballo è sostanziosa e ci vorrebbe l'uscita di un giocatore importante per poterci arrivare. Dzeko sa giocare in qualsiasi parte del campo, sa adattarsi a tutto. Difficile giudicare i 2 insieme.

SU ICARDI: E' stato punito dalla Società per tutto ciò che ha combinato in questa stagione, ha devastato lo spogliatoio e si è messo nella situazione di essere messo fuori. L'attaccamento alla maglia si dimostra in altro modo. Storia già vista con altri giocatori.

SUL MERCATO DELLA JUVE: Se vuol fare i suoi passi come Pogba e De Ligt li farà, ma già oggi sta facendo cose importanti. Si sta attrezzando per mettere in campo una grandissima squadra.

SU BUFFON: Non è andato all'Atalanta perché stava trattando ancora con il PSG. Sono rimasto stupito di non aver accettato il rinnovo del PSG perché voleva giocare e si sentiva in forma. Andando alla Juve è passato dalla situazione di voler giocare a tutti i costi ad andare in panchina. Penso sia una sorta di contratto ponte verso un ruolo dirigenziale.