Cecchi: "Spalletti ha rifiutato il Milan perché vuole più soldi dall'Inter. Cos'è diventato il calcio?"

09-10-2019 10:27 -

Stefano Cecchi ha risposto alle domande degli ascoltatori di Sportiva durante il "Microfono Aperto".

SULLA SAMPDORIA: "Capisco i tifosi che hanno rotto con Ferrero, che è indifendibile, ma la cordata rappresentata da Vialli non mi pare che trasudi amore per la Sampdoria".

SUL NAPOLI: "Difficile capire cosa stia accadendo al Napoli. La squadra si è ritagliata negli anni il ruolo di anti-Juventus, cercando il salto in termini di concretezza con il passaggio da Sarri ad Ancelotti. Se Milik avesse preso meno legno, forse oggi parleremmo di altro, ma credo che manchi comunque qualcosa. Llorente può essere una buona alternativa, non un titolarissimo".

SUL MILAN: "Mi dispiace per la situazione che si è venuta a creare al Milan, Pioli sta passando come capro espiatorio per colpe non sue. L'impressione è che Boban e Maldini non valgano da dirigenti quanto valevano da giocatori. Oggi, paradossalmente, rivalutiamo il lavoro di un allenatore bistrattato come Gattuso, che ha avuto la forza di tenere insieme giocatori non così esplosivi. Questo Milan è un cuscus che non ha una linea chiara".

SULLA MAGLIA VERDI DELL'ITALIA: "La nostra maglia azzurra deriva dai Savoia, è vero, ma c'è anche il senso della tradizione al quale bisogna attenerci".

SUL GIOCO DELLA JUVENTUS: "Secondo me la Juventus ha fatto una grandissima partita a Milano, ma è stata una squadra molto meno sarriana rispetto al Napoli di qualche anno fa. E' stata sarriana, ma in maniera intelligente. E' una via di mezzo tra il tiki-taka di Sarri e la concretezza di Allegri. Il tecnico bianconero è stato intelligente a correggersi dopo aver provato il tridente con Dybala, Higuain e Ronaldo".

SU SPALLETTI: "Spalletti non è andato al Milan perché voleva avere più soldi dall'Inter. Voleva una buonuscita, che nella sua scala di valori era più importante di sedere su una delle panchine più prestigiose d'Europa. Cosa è diventato il calcio?".

SULLE PAROLE DI PETRACHI: "L'ho visto in tv e ho provato tristezza per lui, un dirigente di calcio non può arrivare a dire le cose che ha detto".