Teotino: "Turchia? Il calcio non può sostituirsi alla politica"

15-10-2019 10:28 -

Gianfranco Teotino è intervenuto in diretta a Sportiva per rispondere alle domande degli ascoltatori in "Microfono Aperto".

SULLA JUVENTUS: "Tutto quello che ha fatto Paratici quest'estate è stato fatto di concerto con Andrea Agnelli. Credo che la volontà di cedere Higuain e Dybala fosse una scelta della Juventus, per accorciare un po' la rosa e per arrivare ad altri giocatori che Sarri riteneva più congeniali alla sua idea di gioco, come Icardi".

SU RUGANI: "E' un buon giocatore, ma in questo momento è chiuso da tre difensori centrali straordinari come Chiellini, che starà fuori a lungo, Bonucci e De Ligt, destinato a segnare la storia del calcio per i prossimi 10 anni. Inoltre c'è Demiral, che è un giocatore molto interessante, come abbiamo visto lo scorso anno al Sassuolo".

SUL MILAN: "Penso che la crisi di questo Milan sia cominciata con le ultime gestioni di Berlusconi e Galliani, quando si erano chiusi i rubinetti di Fininvest. Poi, è deflagrata con la cessione a questo signore cinese di cui si decantavano doti imprenditoriali che non avevano alcun riscontro. Il fondo Elliott ha fatto il suo lavoro, vedremo in quanto tempo lo concluderà: prima cederà il Milan ad un acquirente stabile e meglio sarà".

SULLA TURCHIA: "Credo che l'Uefa non si muova perché non si è ancora mossa nemmeno l'Unione Europea. Non credo che il calcio possa sostituirsi alla politica, laddove altre autorità dovrebbero intervenire con forza".

SULLA FERRARI: "Ha sbagliato la macchina, poi un po' il lavoro di sviluppo e un po' la grande voglia di vincere di un potenziale campione come Leclerc hanno consentito in queste ultime gare di tornare a competere con la Mercedes ad armi più o meno pari. le distanze si sono accorciate e da qui bisogna ripartire con fiducia per l'anno prossimo".

SULLA NAZIONALE: "E' vero che ci mancano giocatori di primo livello internazionale come terzini e centravanti, ma stiamo migliorando nella brillantezza del gioco e nella gestione del risultato, quindi bisogna avere fiducia per l'Europeo. A parte Donnarumma e i due centrali difensivi juventini, non abbiamo in rosa grandissimi campioni, quelli che fanno la differenza, quindi ancora un po' di distanza rispetto alle grandi squadre europee c'è".

SU TONALI: "Pirlo ha cominciato giocando in posizione più avanzata e ha saputo affinare delle doti tecniche anche nel breve, che gli sono servire nella carriera da regista. Sono fiducioso su Tonali, ma diamoci tempo per vedere quale sarà la sua maturazione".

SU SUSO: "Sul suo ruolo c'è una discussione molto aperta. A volte magari può fare giocate che risolvono la partita, ma alla lunga diventa molto prevedibile, non ha quel quid in più per diventare un grande campione. Robben magari faceva sempre la stessa finta come Suso, però gli riusciva sempre, mentre allo spagnolo questa cosa manca".

SULLA SAMPDORIA: "Ranieri è l'uomo giusto per na situazione di questo gener,e ma credo che la squadra sia stata troppo indebolita dal mercato di quest'estate e troppo distratta dalla vicende societarie per potersi salvare solo con il cambio dell'allenatore".