Cecchi: "De Laurentiis e Ferrero? Cari tifosi, non basta vincere per essere felici. Anzi..."

18-10-2019 10:01 -

Stefano Cecchi ha risposto alle domande degli ascoltatori di Sportiva durante il "Microfono Aperto".

SULLE PAROLE DI DE LAURENTIIS SU MERTENS E CALLEJON: "Guardando da lontano la vicenda De Laurentiis, non si può che applaudire. E' partito dalla Serie C diventando una delle squadre più forti del campionato, i risultati gli danni ragione. Ma allo sportivo vero basta questo per essere felice? Io ho bisogno anche di altro, di empatia, di sentirsi vicini. E De Laurentiis in questi anni ha fatto di tutto per distruggere tutto quello che aveva fatto a livello sportivo. Anche se sei il padrone, non puoi dire quello che vuoi".

SULLA FELICITA' NEL CALCIO: "Non è solo la vittoria a renderci felici. Ad esempio: con la Fiorentina mi sono divertito più in C2 che l'anno scorso in Serie A. La neve a Gubbio, secondo me, è stata una delle pagine più alte della storia viola. La gioia nel calcio sta nella semplicità. L'abbondanza 'stroppia', guardate la Juventus: lo scudetto dell'anno scorso è stato festeggiato pochissimo. L'abitudine a vincere è anche un disabituarsi alla gioia".

SULLA SITUAZIONE SOCIETARIA DELLA SAMPDORIA: "Seppur in piccolo, vale quanto detto per il Napoli: Ferrero, prima di questa stagione, aveva fatto abbastanza bene sul campo. Ma come fai a teorizzare l'amore per la Roma quando sei il presidente della Samp? Se fossi un tifoso sampdoriano, anche io mi sentirei a disagio avendo un presidente che fa certe uscite".

SUL RAZZISMO NEL CALCIO: "Se vogliamo davvero sconfiggerlo, dobbiamo isolarlo culturalmente e socialmente a partire dai tifosi della nostra stessa fede. La punizione non deve essere collettiva, vanno individuati i singoli soggetti e dare loro il Daspo. Anche a vita, se necessario".

SU BALOTELLI: "I miei dubbi su di lui nascono dai comportamenti discutibili fuori dal campo, non dal colore della sua pelle. Basti pensare alla storia del motorino a Napoli... Deve ancora far esplodere il suo talento".

SUL MILAN: "Il problema nasce da lontano, dalla somma di campagne acquisti totalmente deficitarie. Il Milan ha bisogno di un bagno purificatore per ripartire".