Tra gli obiettivi della sua lunghissima carriera di dirigente sportivo, la presidenza della Figc era in una ipotetica classifica molto in alto. Da oggi Giovanni Malagò è alla guida della Figc: arriva per cercare di dare una scossa a un ambiente molto depresso.
“Le mie tre stelle polari? Per prima cosa si deve compattare la squadra che, si è visto, ha delle discrete personalità. Poi c’è il progetto tecnico. E infine dobbiamo riallacciare un rapporto con la politica, o meglio con una parte della politica. La mia scelta è un fatto di amore e di follia lucida, non è stata una mia idea e sono stato coinvolto – le sue parole nella conferenza post elezione -. L’allenatore della Nazionale a prescindere dal suo identikit deve abbracciare questa avventura in tutto e per tutto, ma bisogna guardare al bilancio prima. Ora passo in Federazione per dare un’occhiata al bilancio… Se dopo un anno il presidente eletto con il 98% si dimette vuol dire che la situazione è ingessata. Se non si cambia qualcuno ci metterà in condizione di cambiare”. Tocca tanti argomenti, Malagò, a partire da Euro 2032. “È una sfida nella sfida, ho parlato con Ceferin nei giorni scorsi, ho ricevuto già messaggi da Infantino. Michele Uva è il nostro responsabile organizzativo per la Uefa, dobbiamo individuare questi 5 stadi”. Tanti complimenti ricevuti, a partire dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, con cui negli ultimi tempi è stato spesso in disaccordo. “Il secondo messaggio ricevuto è stato il suo, mi incontrerò venerdì con lui e sono felice di parlarci”.




