Non si può giocare senza portiere. L’Uruguay lo ha fatto e adesso torna a casa. Il tremendo Mondiale della Celeste si può spiegare in tanti modi, ma il primo è di sicuro l’utilizzo di Fernando Muslera, che ha regalato un gol in ogni partita condannando la sua squadra all’eliminazione e facendo esplodere la gioia di Capo Verde, seconda nel girone. La Spagna ha giocato una partita di scarsa ispirazione, poco più di un allenamento agonistico, in cui a un certo punto l’obiettivo principale è stato evitare i calcioni degli avversari. De la Fuente ha vinto grazie al gravissimo errore di Muslera su tiro innocuo di Alex Baena e sfiderà nei sedicesimi l’Austria o l’Algeria. Intanto continua la striscia di imbattibilità (33 partite) e di inviolabilità della porta (429’) e per adesso va bene così. Per l’Uruguay arriva invece il momento del processo a Marcelo Bielsa, contestato anche nello stesso spogliatoio per alcune scelte: quella di insistere su Muslera è stata sciocca e decisiva, visto che con lo 0-0 la Celeste avrebbe passato il turno guadagnandosi la sfida contro l’Argentina nei sedicesimi. Ma, al di là dello sciagurato Muslera, i sudamericani hanno fatto davvero troppo poco per meritare di più da questo Mondiale.




