Ad aprire il ciclo di incontri della sezione Impact di #Giffoni56 è stato il dirigente Ferrari Antonello Coletta, che ha raccontato i successi maturati nel tempo e le ultime straordinarie vittorie, a partire dai mondiali, frutto di un lavoro improntato su una parola chiave: disciplina. “Abbiamo scelto di ampliare la nostra squadra arrivando ad un team di oltre duecento persone composto da professionisti ed esperti in nuove tecnologie, ma anche da tantissimi giovani. La coesione è fondamentale. Bisogna fare rete, perché anche se hai al tuo fianco tanti validi talenti, non è possibile riuscire a raggiungere i traguardi prefissati senza che si sappia alimentare lo spirito di gruppo. Per questo ripeto sempre che mantenere unite le fila è fondamentale. E questo si fa nel tempo, passo dopo passo. Da soli, ricordatelo sempre, non si fa nulla”. Una lezione che va oltre lo sport e che è arrivata al cuore anche di chi non ha la passione per i motori. “Quando si inizia a costruire una squadra è necessario scegliere persone che siano molto più capaci di te, senza avere il timore di essere messi nell’ombra. A cascata, quelli bravi, troveranno altri bravi e così via, tenendo un ritmo nella gestione dei rapporti”. Il consiglio alla platea interessata a entrare in questo mondo è semplice: “Coltivate la passione, è quello il motore principale che consente anche di accettare tanti sacrifici. Non tutti sono disposti a fare la famosa gavetta, che invece serve eccome per riuscire ad emergere. Bisogna essere disposti a investire il proprio tempo per vivere ogni esperienza e costruire le basi per il proprio futuro. Allontanate la fretta, cogliete tutte le occasioni”. Coletta ha poi ribadito che per quanto sia giusto ambire ad acquisire posizioni alte, alle volte la strada migliore per provare a farlo è quella di partire dal basso: “In questo modo si imparano tante cose che attengono a più settori diversi. L’esperienza trasversale aiuta, lo vedo quotidianamente nel mio lavoro. Oggi c’è molta specializzazione, il che non guasta, ma è necessario anche avere una conoscenza di tutto il resto per acquisire una visione complessiva, a trecentosessanta gradi”. Ed è questo lo spirito che muove la Ferrari Academy, dove i talenti vengono accompagnati in un viaggio che consente loro di scoprire e coltivare le proprie skill. A chi gli ha chiesto della tendenza alla spettacolarizzazione del mondo sportivo, Coletta ha detto: “Lo stiamo vivendo in tutte le discipline. Il pubblico si fionda agli eventi ma senza una passione profonda. Non sono nessuno per dire se torneremo indietro, ma sinceramente me lo auguro”. Dopo un approfondimento sul progetto Ferrari Luce, considerato un concentrato di brevetti, la chiusura è stata affidata a una riflessione sul futuro: “Come restare competitivi? La cosa più difficile è continuare a stimolare la squadra mettendosi sempre in discussione. Concentrazione, umiltà e abnegazione devono segnare la strada”.

Antonello Coletta, cuore Ferrari a Giffoni Sport: “Una strada di lavoro…”
Fonte: giffoni.it



