Bisignani a Sportiva: “Ho agito da tifoso Lazio, non è reato: indagine compatterà la protesta contro Lotito”

A Radio Sportiva è intervenuto Luigi Bisignani, coinvolto nell’inchiesta della Procura di Roma che ipotizza aggiottaggio e manipolazione del mercato riguardo al titolo quotato in borsa della Lazio. L’indagine è scaturita dagli esposti del presidente Lotito e riguarda l’ipotesi che vi sia stata la pubblicazione concertata di “notizie false” per alterare il valore delle azioni della società in borsa, una campagna mediatica che secondo gli inquirenti puntava a svalutare il titolo per fare pressione su Lotito affinché cedesse il club.

“Io sono più divertito che sbalordito, devo dire la verità. Anche perché poi so bene, come ho detto e ho scritto più volte, che questo mio primo articolo, mi pare che sia uscito alla fine di maggio-primo di giugno, è nato in realtà su iniziativa di mio figlio, il quale mi diceva — laziale come me, perché noi siamo tutti una famiglia di laziali, da mio nonno ai miei nipoti — dice: «Ma papà, anziché descrivere sempre della Meloni, di Putin, di Prevost, scrivi della Lazio e di Lotito, perché noi tifosi non ne possiamo più». Io in realtà ero scettico, anche perché non avevo mai partecipato alle proteste. Alla fine, per amore di padre, ho fatto questo articolo che effettivamente ha scatenato un putiferio del quale io sono il primo ad essere rimasto meravigliato. Così è come è nato il cosiddetto complotto!”

Ma quindi è tutta un po’ una casualità secondo lei? Considerando che Lotito stamattina ha smentito di aver inserito nessun nome nelle denunce, compreso appunto il suo.

“Mah, guardi, Lotito si sa bene che sono anni che ha denunciato i tifosi della Lazio. C’è stato anche un processo per tanti anni che è finito con l’assoluzione per tutti. Che quello sia il metodo Lotito è sotto gli occhi di tutti. Detto questo, io guardi… «A pensar male si fa peccato…» ma insomma, sono andreottiano in questo!”.

Le accuse sono anche pesanti: si parla di manipolazione del mercato, condotte di aggiotaggio…

“Beh, la manipolazione del mercato… A parte il fatto che poi in tanti m’hanno detto che in questo periodo il titolo della Lazio è pure salito. Io non mi sarai mai occupato se non una volta e scrivendo che un’idea poteva essere l’azionariato popolare. L’azionariato popolare per sua natura è una piccola forma di partecipazione dei tifosi per poi magari entrare in un consiglio d’amministrazione. Ma lei se li vede dei tifosi che possono fare una manipolazione di mercato? Era un modo per fare, come dire, pressione a Lotito per ascoltare la voce dei tifosi. Noi sul fatto che Lotito che c’ha il 70% della società — io sono anche una vecchia laurea in Economia e Commercio con 110 e lode — ecco, l’idea che si possa scalzare uno che c’ha il 70% di una società senza la sua volontà è una roba che non sta né in cielo né in terra”.

Che poi, diciamo, in Italia le quote azionarie per i tifosi non hanno mai avuto grande successo, ci provò anche l’Inter qualche tempo fa…

“Assolutamente! Assolutamente. Calcoli che c’è anche stata un’iniziativa parlamentare e chi si è opposto, naturalmente? È stato il prode Lotito che in Commissione Bilancio al Senato gioca come il topo nel formaggio, ecco”.

Ma lei ha avuto in tempi recenti qualche confronto diretto o al telefono con Lotito?

“Ma assolutamente no! Calcoli che poi io con Lotito lo conosco bene. Tra l’altro abbiamo anche lo stesso barbiere in comune! Ma subito dopo il primo articolo lui mi aveva cercato e io ho detto che naturalmente ero pronto a incontrarlo. E probabilmente sarebbe finita lì se lui avesse risposto. In realtà lui si è messo in questo muro contro muro perché probabilmente aveva in testa già altro: la protesta dei tifosi, i 30.000 tifosi che sono andati dall’Olimpico al Flaminio sono veramente una folla incredibile. Pensare che possano essere strumentalizzati è veramente… è assolutamente incredibile. Sono convinto che lo dimostreremo. I magistrati sono seri e vedranno che non c’è questo complotto”.

Ecco Bisignani, tra i 30.000 c’era anche il presidente della Regione Lazio, Rocca, che oggi ha confermato: «Ci tornerei alla manifestazione. Lotito è incapace di comunicare con i tifosi». Poi ha anche detto la sua sull’indagine: “Masi, Maiolini e Bisignani non penso siano coinvolti”. Questa ovviamente è la sua opinione, però sicuramente, ecco, conferma che comunque la manifestazione, oltre a essere riuscita, a suo avviso non aveva secondi fini. O meglio: è un reato chiedere a un presidente di cedere la società? È un reato costringerlo, però chiedergli di passare la mano sembra che succeda in molte squadre in Serie A, ecco… o quasi!

“Ma noi gli chiediamo soltanto di fare la Lazio grande! Visto che c’abbiamo il mercato bloccato da due anni, questo è quello che un tifoso vuole dal suo presidente. E poi vuole che il suo presidente sia vicino ai suoi tifosi. Lui si è chiuso a riccio, denuncia tutti, manda tutti a quel paese. È questo il vero il guaio di Lotito. Se avesse parlato con me io l’avrei ascoltato. Ma anche con i tifosi le assicuro che si sarebbe tutto chiarito. Ma sarà l’inchiesta a chiarirlo. Io logicamente sono a disposizione in qualsiasi momento. Per il resto avranno i telefoni, io poi non ho i social, non partecipo a tutto il giro appunto sul web. Per cui sono tranquillo… scocciato certamente, ma anche molto divertito!”.

Anche perché… No, dicevo anche perché nelle ipotesi avanzate dalla Procura tutto questo meccanismo dovrebbe portare appunto a un cambio di proprietà e si presuppone come se voi foste in contatto con qualcuno che potesse subentrare a Lotito. Non credo che sia così…

“Ma io… Ma si immagini! Io l’unica cosa che ho detto è che la Lazio, così come tutte le squadre di Serie A, di Serie B e di Serie C, sono appetite dai grandi fondi internazionali che l’hanno fatto. E come esempio facevo il Frosinone di Stirpe che ha fatto entrare un fondo e poi, soprattutto, l’Atalanta con Percassi: anche loro hanno fatto entrare un fondo per rafforzare la squadra, ma non per togliere… Stirpe è lì, Percassi è lì e Lotito… lo scrivevo proprio, pari pari!”.

Sì, cioè, diciamo, è stato messo nel mirino il fatto che sia citato una possibile operazione con JPMorgan, 450 milioni per una società quotata in borsa, e questo andrebbe a creare uno scossone sulle valutazioni…

“No, no, no! Scusi, questo è un equivoco pazzesco! Io scrivevo esattamente che c’era stata una trattativa con JPMorgan molti anni fa, credo sei o sette anni fa! Cioè, di questo stiamo parlando! Quando parliamo della trattativa di JPMorgan, che peraltro non ha smentito, era l’interesse di un gruppo americano di comprare la Lazio, ma stiamo parlando di una notizia di sei anni fa, sette anni fa mi pare, una cosa del genere”.

Che quindi non avrebbe ovviamente ripercussioni nell’immediato sul mercato…

“Ma certo! Tra l’altro io, quando avevo questa indiscrezione, l’ho scritta proprio, diciamo, a favore di Lotito, come per dire: «Vedi che ci sono grandi mondi che vogliono aiutare la Lazio», così come hanno fatto i fondi nelle altre squadre, cioè non è mica un reato. Poi, del resto, Lotito è stato sotto certi aspetti anche un grande presidente perché ci ha tolto da una situazione molto complicata. Però una famiglia come la sua, se non ha più i mezzi per affrontare una Serie A così complicata… Ma nessuno gliela vuol togliere! Comunque il fatto che la Federazione ci blocca il mercato da due anni vorrà pur dire qualcosa, no?”.

Bisignani possiamo aggiungere però che ovviamente che quello che ha raccontato Lotito va oltre, no? Le minacce, le telefonate…

“Su questo va tutta la solidarietà possibile e immaginabile, ma è tutta un’altra cosa! Noi stiamo collegando un’inchiesta di anni con gli articoli usciti a giugno, sui quali poi lui non ha risposto. Il Tempo gli ha posto 10 domande per circa tre mesi, l’abbiamo invitato in redazione… Il problema è che lui non ha capito qual è il sentimento del tifoso laziale. Gli abbiamo messo a disposizione un giornale per rispondere. Gli abbiamo detto che abbiamo ricevuto qualcosa come 7.000 mail, gliele volevamo portare, non ci ha risposto…”.

Ma esiste una soluzione secondo lei?

Mah guardi, la prima domanda che gli avevamo fatto al tempo è che Lotito dovrebbe chiedere scusa ai tifosi per il suo atteggiamento. Ma insomma, adesso mi pare complicato, però certo collegare gli articoli, la manifestazione pacifica di 30.000 persone, con le minacce che lui ha ricevuto negli anni…”.

Ha detto che lui chiede scusa per degli errori che ha commesso, per esempio avvallare alcune scelte tecniche di cui però non ha voluto precisare la natura. Poi sul resto evidentemente non ritiene di aver peccato in qualcosa. Però se la piazza è così infervorata, probabilmente qualche errore c’è stato. Anche perché mi pare di capire, Bisignani, che comunque la protesta vada avanti nonostante questo nuovo fronte giudiziario.

“Io credo che proprio questo nuovo fronte abbia addirittura reso ancora più compatti i tifosi. Io dal canto mio, dato che veramente non ho proprio nulla da nascondere per una battaglia che ho fatto per la Lazio come tifoso — perché poi Rocca, Masi, Maiolini, tutti quelli che io ho citato negli articoli erano solo ed esclusivamente profondamente laziali! Che è quello che dice anche Rocca oggi. Ecco, se diventa anche un reato essere tifosi, vabbè, che dobbiamo fare?”.

Non eravate quindi, diciamo, a radunare, chiamiamole, delle forze economiche per subentrare a Lotito, che mi sembra poi l’aspetto che più interessava al presidente, ecco.

“Ma assolutamente no! Anche perché poi c’è un altro problema: che credo che Lotito chieda una cifra per cui non ci si avvicinerà mai nessuno! Perché credo che valuti la Lazio più della Juve, più del Milan, più dell’Inter, più del Milan! Insomma, per cui è impossibile, guardi! Se lui non vuole aprire un po’… oppure faccia almeno un aumento di capitale! Faccia quello che non fa da vent’anni! Prenda quei giocatori, riapra il mercato, perché ripeto: è l’unica squadra che da due anni c’ha il calciomercato bloccato! Ma un tifoso, scusi — lei sarà pure tifoso, no? — che vuole? Vuole che la squadra vinca! Quanto sono stato felice a Bologna che sono andato lì con i miei nipotini a tifare Lazio e a vincere a Bologna! E insomma, questo è lo spirito e il senso. Dopodiché l’inchiesta farà il suo corso”.

 

Fonte: esclusiva Radio Sportiva

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