Abbiamo avuto il piacere di chiacchierare in diretta con il centrocampista del Modena Gaston Brugman:
Il Modena sembra una squadra davvero ambiziosa, ancor più quest’anno. Da cosa è nata la scelta di approdare in questo club, Gaston?
“Sì, diciamo che la scelta è stata anche per questo, per l’ambizione che c’era dentro alla società, una società che vuole crescere… Questo weekend abbiamo inaugurato il “Nido”, che è il centro sportivo nuovo, quindi… si vede che vuole essere una società modello che vuole continuare a crescere e la mia scelta è stata anche per questo”.
Ci racconti un po’ che che impressione ti ha fatto il nuovo centro sportivo?
“Bellissimo, bellissimo! E si è creato anche una bella atmosfera dentro, si vede che tutti vogliono stare in quel sito lì, ci dà e ci darà delle grosse mani perché c’è tutto dentro ilcentro sportivo”.
Mister Bisoli, l’hai conosciuto ormai da qualche mese… Prima esperienza in Serie B, al contrario tuo, Gaston, che sei un giocatore invece che ha tante stagioni ormai di di grande calcio alle spalle… Poi parliamo anche delle tue esperienze oltreoceano, ma… sembra avere già le idee chiare il vostro allenatore. Non so che rapporto hai, in che ruolo ti utilizza, se hai delle richieste da fargli anche rispetto alla tattica, alla posizione migliore per te in campo.
“Col mister abbiamo un bel rapporto, veramente. E’ uno disponibile con tutti, quindi tratta me come tratta un ragazzino che viene dalla Primavera, quindi su questo lui è molto aperto e disponibile su tutto. Lui ha un’idea chiara che è quella che cerca di mettere in testa a noi, ovviamente non è uguale a quello che è successo l’anno scorso, non è la stessa idea di gioco. Questa è una un’idea di di padronanza del gioco, fissarsi più su noi stessi… Stiamo stiamo lavorando su questo, ovviamente richiede un po’ di tempo, ma penso che che siamo sulla strada giusta e e stiamo capendo quello che realmente vuole il mister”.
Parlavi, Gaston, dell’anno scorso: il Modena ha alzato l’asticella, si può dire? L’obiettivo può essere quale, i playoff in Serie B?
“Quello… quello si vedrà si vedrà alla fine. Noi continuiamo a credere in noi stessi lavorando settimana dopo settimana. Non vogliamo sbilanciarci e pensare a quello che può capitare, perché alla fine il campionato di Serie B è lungo, tosto… Siamo solo alla quinta giornata, quindi c’è ancora tempo per pensare ad altre cose, non a quello che possiamo fare”.
Al rientro la partita contro il Verona, che è retrocesso dalla Serie A. Che cosa vi aspettate, insomma, se la state già mettendo un po’ nel mirino?
“Sì, sì. Diciamo che ancora non avevamo visto qualche video del Verona, però sappiamo che è una grande squadra, sappiamo che loro vogliono salire quest’anno, quindi sarà sarà una bella sfida… Noi siamo pronti ad affrontarla. Ovviamente in queste due settimane ci siamo fissati più su di noi, sul nostro gioco e migliorare qualche qualche dettaglio che non è andato bene all’inizio, ma consapevoli che siamo una squadra tosta”.
Gaston Brugman, cinque partite, già un assist… Insomma, mi sembra hai incominciato bene la stagione. Come ti senti? La pausa è utile o forse avresti preferito continuare, visto che eravate in un buon momento e che sei in un buon momento anche a livello personale?
“Sì, ovvio. Quando sei in un buon momento non ti vuoi fermare, però è vero che anche dopo cinque partite, un ritiro lungo così, magari ci voleva un po’ di una settimana per recuperare un po’ anche a livello mentale e fisico”.
Sei partito ovviamente dal tuo Uruguay, arrivato in Italia ad Empoli, Pescara, Grosseto, Palermo, Parma e poi sei tornato oltreoceano, no? Per poi rientrare a Pescara e andare quest’anno al Modena con un contratto di un anno, giusto? 34 anni… Che cosa vedi ancora nella tua carriera e speri comunque di restare anche l’anno prossimo o è ancora presto per pensarci?
“L’idea è cercare di di rimanere a Modena… Diciamo che il pensiero mio e anche della società era quello, quindi… È iniziato bene l’anno, speriamo di continuare così, così sicuramente dopo il prossimo anno saremo qua. Sono molto contento di tutto, veramente, della città, della gente, come mi hanno accolto… Ho vissuto a Parma, quindi è molto simile la vita qua e mi sono trovato bene sia io che con la mia famiglia”.
Sei tornato in zona. Hai ritrovato anche un ex compagno a Pescara come Olzer, di cui insomma si parla anche per un possibile salto di qualità importante. Credi che abbia le potenzialità, è pronto per farlo?
“Sì, Jack l’ho avuto l’anno scorso con me e anche quest’anno. Lui c’ha tutte le condizioni per fare il salto, dipende sempre da lui… Deve credere in quello che fa al 100%, ma ha le potenzialità per farlo”.
Tu sei tornato dalla MLS dopo un’esperienza in America a Pescara. E lo stesso percorso lo ha fatto Lorenzo Insigne, che come te poi ha cambiato squadra, insomma già è diventato un perno alla Samp… Ti chiedo: te lo aspettavi già così determinante? Avete parlato del fatto di esser venuti da un’esperienza simile, no, come percorso negli ultimi anni con Lorenzo Insigne?
“Con Lorenzo abbiamo parlato quando sono arrivato a Pescara e abbiamo parlato del campionato. Lui ovviamente non era molto contento per la squadra che aveva là, invece a me è andata bene perché sono riuscito comunque a vincere col Galaxy, con Nashville, quindi… L’esperienza là eh per me è stata molto positiva. Invece lui così così, però sappiamo qual è il suo talento, che in B fa la differenza… Anche l’anno scorso a Pescara ci ha aiutato tanto”.
Tra l’altro tu hai giocato anche contro la squadra di Miami di Leo Messi, no? Hai raccontato anche di aver avuto uno scambio di maglie con…
“Eh abbiamo sofferto sì, purtroppo l’abbiamo sofferto”. c
Capita, diciamo che capita di soffrire Leo Messi!
“Eh sì! Là nel campionato ci sono i playoff, quindi ci è capitato di trovare Messi nei playoff ed era la miglior di tre partite e ci ha segnato in tutte le tutte e tre le partite. Quindi, diciamo che l’ho sofferto, sì”.
E continua a segnare, anche se ha deciso di lasciare l’Argentina. Da uruguaiano, che effetto fa, insomma, un così tale campione?
“Quando lascia un campione, ovviamente la Nazionale, poi secondo me è il migliore del mondo. Vedendolo dalla TV faceva la differenza, e poi giocare contro di lui che fa la differenza comunque alla sua età è impressionante. Ha la fame e la voglia che di vincere… Ovviamente ci mancherà vederlo con la Selección”.
Ma per quello che hai vissuto in America, il fatto che sia il campionato di Messi è un qualcosa che si percepisce anche proprio nel vivere quella realtà come hai fatto tu due anni fa?
“Si parlava in America del fatto che ci sono stati due cambiamenti molto importanti per il campionato della MLS. Uno è stato la l’arrivo di Beckham e l’altro è l’arrivo di Messi. Eh… Questi due hanno cambiato propri la forma di vedere il campionato, un campionato che stanno cercando di rendere competitivo, un campionato che è tosto comunque. E Messi in questi tre anni è riuscito l’anno scorso a a vincerlo, quindi non è troppo scontato vincere un campionato con campioni”.
No, no, vincere non è mai scontato. E ti porto in conclusione anche sul tuo Uruguay, che sta vivendo un periodo complicato. Vogliamo dire… siamo un po’ sulla stessa barca, Italia-Uruguay in questo momento? Forse noi siamo siamo messi ancora peggio, che ai Mondiali non ci siamo neanche andati…
“Noi siamo andati ai Mondiali, purtroppo è stat un Mondiale non non all’altezza dell’Uruguay. Adesso con il cambiamento con Forlán come allenatore, sicuramente si è tornati un po’ alla vecchia guardia, alla vecchia forma di pensare da noi. E’ ancora presto per parlare, però sicuramente l’ambiente si vede che è cambiato, così come anche l’umore dei giocatori. Poi rispetto all’Italia… Eh ho visto l’ultima partita l’ho visto molto molto meglio rispetto alla prima”.




