Spalletti: “I miei calciatori non verrebbero mai a dirmi come giocare”

“Sarà un avversario tostissimo da affrontare, per l’ambiente e per quello stadio. Poi è chiaro che il Genoa tatticamente ha la doppia soluzione perché ha la forza fisica con i vari Osmajic e Ostigaard sui calci piazzati, ma anche giocatori pericolosi come Vitinha, ha la qualità di dare gli strappi sugli esterni. Ha giocatori che ti creano difficoltà. Poi ha la vena di De Rossi, ha il suo spirito combattivo. Io lo conosco bene, era il mio braccio armato in campo. Era il nervosismo mio e trasferiva questo come un megafono in campo e faceva assumere subito quella tigna e quella ricerca di essere squadra e dava battaglia”, ha detto Spalletti in conferenza stampa.

Su Alajbegovic nel 3-5-2: “Questo è un tema corretto e parte dalla valutazione dei calciatori, ma non fa dimenticare la composizione della nostra rosa. Non dobbiamo penalizzare chi ha caratteristiche diverse e basta una piccolissima rotazione per farlo diventare 3-4-2-1 e nei due possono starci chiunque. Kolo Muani può stare in questo spazio e può essere un po’ trequartista e un po’ punta esterna”.

Poi una frecciata in risposta alle voci di una richiesta sul modulo da parte dei giocatori: “Parte dal momento che stiamo vivendo e dalla valutazione dei giocatori, di certo non appartiene ai ragazzi il passaggio a questo sistema di gioco, perché ho a che fare con calciatori seri e non si permetterebbero mai di venire a dire con che sistema giocare perché finirebbero di mancare rispetto ai propri compagni come Yildiz e Conceicao e sembra quasi che dietro ci sia un gruppo WhatsApp dove si trasferiscono le domande”.
Sul Pallone d’Oro a Kane: “Con i calciatori ho altri obiettivi di cui parlare. Ho parlato di questo con la staff e abbiamo ritenuto corretto darlo a lui. Era una soluzione logica per la qualità del calciatore. Lui ha dei numeri spaventosi anche se non viene messo in risalto come altri. È corretto”.

Fonte: Sport Mediaset

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