di Marco Bisacchi (da Giffoni Valle Piana, Salerno)
Alice Bellandi, judoka italiana e campionessa olimpica 2024, è stata tra i grandi protagonisti di giornata al Festival “Giffoni Sport” che vi racconta Radio Sportiva. Un grande personaggio, una grande storia di vita e non solo di sport. Negli anni scorsi la stessa Bellandi ha raccontato di aver vissuto e superato anche problemi di bulimia e depressione. Un’atleta che non si nasconde anche ai microfoni di Sportiva.
Alice, la tua vita è cambiata da due anni a questa parte? “Non è cambiata. Semplicemente si è forse allineata. Mi ha dato più equilibrio. Mi ha dato idea e consapevolezza sui miei obiettivi futuri. Nonostante i miei risultati ho deciso di dimenticarmeli, di lasciare le medaglie al muro e pensare alla prossime gare” dice Alice Bellandi a Sportiva.
Chissà in quanti ti avranno sconsigliato il judo quando eri bambina. “Mi dicevano che era uno sport da maschiaccio. Ma è stata sempre la mia grande passione, quello che mi fa sentire davvero me stessa. Ed ho provato tanti sport”.
Negli anni scorsi non hai avuto paura a raccontare le tue difficoltà personali. “Credo sempre che noi ci dimostriamo forti nelle nostre più grandi debolezze. Non sono motivo di vergogna. Devono essere i percorsi che noi affrontiamo. Siamo figure viste da tante persone. Siamo anche testimonianze, non solo storie sportive ma storie di vita. A volte ci si dimentica di questa cosa. Ma non siamo solo macchina”.
Com’è la tua vita ogni giorno? “Mi alleno due volte al giorno e sto facendo anche una formazione per il post carriera”.
Pensi già al post carriera ma sei una ragazzina. “Penso semplicemente che più strade ti puoi aprire e più frecce avrai a disposizione. Non so dove mi vedo in futuro. Però amo il campo, amo lo sport. Sto aspettando di capirlo meglio” sorride Alice Bellandi.




