Si è svolta mercoledì pomeriggio, presso la sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, a Palazzo Grazioli a Roma, la cerimonia di consegna del Premio Sportivo alla Carriera al presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis. Intervenuto poi in conferenza stampa, il vulcanico patron ha affrontato diversi temi a partire da quello relativo a Giovanni Malagò. “Lui sta vivendo un’odissea, lo ritengo l’unico capace di mettere sui binari corretti il calcio italiano, lo ha dimostrato nella sua vita. Ma dobbiamo trovare in ogni modo la possibilità di farlo cadere perché qualcuno vuole prendere il suo posto. Ma non va bene, non bisogna politicizzare il calcio. La politica è sempre stata assente dal cinema e dallo sport. Però quando devono venire a vedere qualche partita, si mettono in prima fila per avere i biglietti e come si arrabbiano se non glieli dai”.
Poi nel mirino ci finisce Spalletti: “Non fatemi parlare di lui – ha proseguito AdL -. Gli allenatori devono capire di essere dei collaboratori chiamati a dirigere l’orchestra formata dai calciatori, ma rimangono comunque dei dipendenti. A volte tendono a dimenticarlo. È chiaro il ragionamento?”. Parole chiare anche sullo stadio Maradona: “Ho trovato una zona a Napoli Est per realizzare un nuovo impianto. Ho progettato uno stadio da 70mila posti, con 120 sky box, ristoranti e tutto il resto. In aggiunta ci sarà un museo interattivo, realizzato con la mia agente di Los Angeles, dove sarà possibile giocare virtualmente una partita con chi si vuole: Maradona, Cavani, Higuain. Per realizzarlo serviranno tempo e milioni di dollari. Il museo dedicato a Maradona lo realizzerò nel nuovo stadio. Il Maradona andrebbe demolito, trovando un accordo con le soprintendenze. Dopo ventidue anni in cui gioco in quello stadio, che ho definito più volte un cesso, posso dire tranquillamente che 200 milioni servono a poco. A forza di fare concerti in estate hanno quasi rotto anche le tubature dell’irrigazione”:




