Durante un incontro del Consiglio direttivo della Fifa tenutosi oggi, giovedì 15 ottobre, il presidente Gianni Infantino si è scusato con i critici più severi, senza tuttavia fornire nuovi dettagli o documenti sulle questioni che più li preoccupano. Non è stato presentato alcun documento relativo al piano da 4,2 miliardi di dollari per la cessione dei diritti della Coppa del Mondo – un progetto lanciato e poi abbandonato a luglio. Né sono emersi dettagli sul caso del cartellino rosso a Folarin Balogun durante la Coppa del Mondo, né sull’intervento del presidente statunitense Donald Trump a favore dell’attaccante della nazionale. La Fifa, organo di governo del calcio mondiale, valuterà comunque se continuare ad assegnare il premio per la pace, istituito lo scorso dicembre e conferito a Donald Trump. Secondo quanto riferito da Debbie Hewitt, vicepresidente della Fifa, al termine della riunione durata tre ore e mezza, Infantino – sollecitato dai dirigenti calcistici europei a fornire prove scritte sul suo riservato piano di coinvolgimento di investitori privati nella Coppa del Mondo (che ha provocato una frattura a livello globale) – ha chiesto loro di presentare le domande per iscritto. “Quest’uomo deve rispondere a tali domande. Se non lo farà, allora no, non è idoneo a ricoprire la carica di presidente della Fifa”, ha dichiarato Hewitt, a capo della Football Association inglese.
La Uefa, l’organo che governa il calcio europeo, è in prima linea nel tentativo di rimuovere Infantino prima o durante le elezioni presidenziali della Fifa previste per marzo; quanto emerso giovedì non è stato sufficiente a far cambiare idea ai vertici europei. “Non sono state fornite risposte soddisfacenti”, ha affermato Bernd Neuendorf, massimo dirigente del calcio tedesco e uno degli otto delegati Uefa all’interno del Consiglio Fifa – composto da 37 membri e presieduto da Infantino. Il Consiglio non si riuniva da quando Infantino aveva scatenato la crisi.
“Abbiamo bisogno di una persona integra, qualcuno in grado di ripristinare la reputazione dell’organizzazione, che è indubbiamente andata perduta”, ha aggiunto Neuendorf ai giornalisti. In apertura di riunione, Infantino si è scusato con i colleghi del Consiglio per averli colti di sorpresa e per aver sollevato un polverone con il suo piano – che coinvolgeva l’investitore privato Joshua Kushner – emerso dai resoconti dei media nove giorni dopo la finale della Coppa del Mondo di luglio. La Uefa ha inoltre presentato istanza presso i tribunali statunitensi per ottenere prove utili a una denuncia penale contro Infantino in Svizzera. Negli atti giudiziari si ipotizza una possibile cattiva gestione delle finanze della Fifa, in relazione alla valutazione attribuita alla società sussidiaria che avrebbe dovuto gestire i diritti commerciali del torneo. Almeno il 20% doveva essere di proprietà di investitori guidati da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero di Trump.




