Nell’inchiesta sugli arbitri c’è una nuova figura finita sotto la lente d’ingrandimento: il club referee manager, l’uomo ingaggiato dalle squadre per tenere relazioni con il mondo arbitrale. Si occupa di spiegare ai giocatori le novità regolamentari o di gestire l’accoglienza della terna nelle partite casalinghe (spostamenti, eventuali necessità ecc). Ma non può avere rapporti con il designatore: se c’è bisogno di chiedere una spiegazione o interloquire, si chiama l’incaricato, che in questo campionato è Andrea De Marco (nominato dalla Figc per gestire le relazioni con i club di A e B). Partendo da questo punto, nel mirino della Procura, sarebbe finito Giorgio Schenone – club referee manager dell’Inter – che sarebbe stato nominato da Rocchi in un’intercettazione e che sarà sentito dal pm Ascione. Al momento non è indagato e verrà ascoltato esclusivamente come persona informata sui fatti.
Schenone è uno. Ma non sarà l’unico. La Procura, infatti, ascolterà anche altre figure simili per capire il ruolo avuto in questa storia. Dal rapporto col designatore a compiti e limiti da non superare. Ma quali sono i club che hanno una figura simile? La Lazio si affida a Riccardo Pinzani, fino allo scorso anno coordinatore dei rapporti con le società dell’Aia, la Juventus ha scelto l’ex guardalinee Riccardo Maggiani, così come il Parma ha ingaggiato l’ex assistente Lorenzo Manganelli. E Schenone? È all’Inter dal 2020, prima ha svolto per undici anni il ruolo assistente di lineare avar tra Serie A e B. In campo ha fatto spesso il guardalinee nelle gare dirette con Rocchi, era uno dei suoi preferiti. Sono tante infatti le gare in cui figurano nella stessa terna.




