Inchiesta arbitri, pochi riscontri: Rocchi verso l’archiviazione. E spariscono le “bussate” in sala Var

L’inchiesta aveva scosso il mondo del calcio e quello arbitrale in particolare. Dopo l’interrogatorio reso una settimana fa negli uffici della Procura di Milano l’ex designatore degli arbitri Gianluca Rocchi, indagato per concorso in frode sportiva, sta per vedere archiviata la sua posizione. Era stato convocato lo scorso 30 aprile dal pm Maurizio Ascione (titolare dell’inchiesta ma in procinto di trasferirsi a Roma e perciò ora affiancato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo), scegliendo però di avvalersi della facoltà di non rispondere. Alcuni giorni fa, a seguito di un nuovo invito a comparire, invece, ha deciso di presentarsi e di rispondere alle domande dell’accusa. In quell’interrogatorio, durato oltre quattro ore e da cui Rocchi, assistito dagli avvocati D’Avirro e Bana, è uscito molto soddisfatto, è emerso che è cambiato il capo di imputazione: intanto sono sparite le cosiddette “bussate” alla sala Var di Lissone, gli interventi che, in violazione del protocollo, sarebbero serviti per far cambiare in diretta le decisioni e i suggerimenti dei “varisti” agli arbitri in campo. Nulla di rilevante sul piano penale è stato riscontrato in quel che accadeva a Lissone.

Fonte: gazz

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