Il Qatar offre un’occasione d’oro ad Hakim Ziyech, quella che al Chelsea gli è negata da un po’. Agli occhi del marocchino Doha risplende, Londra è lontana e sempre più grigia. Lo stadio Al Thumana gli apre la possibilità di trascinare la nazionale tra le quattro grandi del mondo, di Stamford Bridge conosce soprattutto le comode sedute della panchina: una contraddizione che il Mondiale da protagonista ha evidenziato ancora di più. Che sia il Milan a sciogliere il nodo? Difficile, oggi.
La vetrina del Qatar ha richiamato possibili acquirenti da ogni parte del mondo, la merce pregiata si fa più cara e gli interessati pronti all’asta. Situazione che al Milan, da sempre, non piace: non perché il club non voglia investire ma perché preferisce trattative più riservate. Meglio ancora riservatissime, in cui poter dettare le proprie condizioni. In più, non c’è necessità di alzare la mano per un’offerta al rialzo: Pioli, d’accordo con il club, ritiene che il gruppo sia già abbastanza competitivo. Pronto, anche senza nuovi innesti, a lanciarsi nella rincorsa sul Napoli.
Prima ancora del valore del cartellino, sono le richieste d’ingaggio a salire: crescono le prestazioni, e cresce il desiderio di un contratto sempre più pesante. Concetto chiarissimo, e a Ziyech ancora di più: è lui a scendere in campo e lui stesso a rappresentarsi nelle trattative di mercato. A Londra guadagna sei milioni di euro all’anno, sterlina più sterlina meno al cambio, e invece che ridimensionare le pretese dopo un inizio di stagione deludente nel Chelsea, vorrà probabilmente diventare ancora più ricco altrove. Magari otto milioni all’anno: dipende anche dalle possibilità dell’offerente. Cifre che escono dal budget stipendi del Milan, che per strategia aziendale ha abolito le spese folli per dedicarsi esclusivamente a investimenti ragionati. Ziyech pagato da star creerebbe solo squilibri nello spogliatoio rossonero: al contrario, è sull’equilibrio che Pioli ha costruito un gruppo sempre più solido. Il prezzo del cartellino, anche se l’articolo non è ufficialmente in vendita, non è inaccessibile: vero che il talento di Ziyech si è riacceso come ai tempi dell’Ajax, quando al Chelsea servirono oltre quaranta milioni per confezionarne l’acquisto. Sono però seguite stagioni più buie, motivo per cui è difficile pretendere la stessa cifra. Anche perché nel frattempo Hakim è vicino a festeggiare i trent’anni.
Ziyech era una vecchia idea di ritorno: un giocatore cercato in estate e poi, come tanti altri, finito in seconda fila. Al ballottaggio estivo ha perso con De Ketelaere, che ora il Milan aspetta per eleggerlo giocatore della seconda parte di stagione. L’investimento in attacco sarebbe così solo rimandato all’estate, quando la squadra avrà comunque bisogno di nuovi gol. Giroud, benedetto da Ibra, è alla ricerca di altri record di longevità: sia lui che Zlatan avranno però bisogno di un ricambio più giovane. A prescindere da quanto succederà con Leao: è in area che il Milan ha bisogno di colmare un vuoto generazionale. Tra i grandi senatori e baby Lazetic, appena diciottenne, occorre un attaccante più “piccolo” ma che si sia già dimostrato grande: Noah Okafor, ventiduenne del Salisburgo, 34 gol in 100 presenze nel club, è una delle idee più concrete. Costa almeno 25 milioni (la RedBull è un’altra bottega cara) ma se ne vale la pena, il Milan avanza. Da Theo a Leao, da Tomori a De Ketelaere: investire sui giovani di prospettiva è sempre stata una costante. Ziyech in Qatar è nel momento più alto della carriera, Okafor potrebbe viverlo a San Siro.




