Direttore del Giro d’Italia e delle corse di RCS Sport, Mauro Vegni parla a Radio Sportiva. Si parte da un bilancio dei tre grandi Giri.
“Ognuno organizza un giro in base alle peculiarità del territorio, delle zone, poi la svolta la danno i campioni. Abbiamo avuto la fortuna di avere un Tadej Pogacar che ha dimostrato di essere il più forte corridore in assoluto e non lo scopriamo oggi. Ha vinto tre volte il Lombardia e le Strade Bianche oltre alla Tirreno anche in Italia, non lo scopriamo oggi. Ha fatto bene al ciclismo e all’Italia, serve tenerlo da conto”.
Vedremo Pogacar contro Vingegaard al Giro 2025?
“Vorrei vedere intanto anche Pogacar al Lombardia, una Classica che deve ancora essere disputata il 12 ottobre. Poi il Giro è il fiore all’occhiello, avere la possibilità di avere insieme ai nastri di partenza un Pogacar, un Vingegaard e un Evenepoel vorrebbe dire fare bingo. Però sappiamo bene che gli appuntamenti diventano sempre più pressanti e le prestazioni stressanti come gli sponsor, le squadre. Servirà trovare il modo di fare un ciclismo più di elite. Meno gare ma con tutti i grandi che vi partecipano. Una cosa che manca alla gente è sapere chi è il migliore della stagione: se uno fa il Giro e uno fa il Tour… Manca lo scontro diretto. Il ciclismo del passato ci insegna che i grandi dualismi sono la storia di questo sport – sottolinea Vegni. – Senza, è dura fare paragoni”.
Giro d’Italia al via dall’Albania?
“E’ uno dei temi che scoprirete tra un mese circa. E’ uno dei temi che può esserci, sì, è una delle opzioni e a metà novembre capirete quale sceglieremo…”.
Verso il Giro di Lombardia , in arrivo c’è la Gran Piemonte.
“Sono gare importanti, di prima fascia con i migliori corridori. Chiaramente la classica Monumento restano, uno come Pogacar che ha vinto tre anni di fila il Lombardia lo può mettere in evidenza in un palmares ricchissimo.
Non è una Monumento ma è ormai è quasi come lo fosse la Strade Bianche, una grande intuizione.
In questo momento le classiche Monumento sono cinque da anni, è chiaro che per quel che rappresentano le Strade Bianche i corridori hanno apprezzato da subito questa nuova gara. Per molti corridori è già la sesta Monumento, è una corsa d’altri tempi, ripropone il sapore epico di una grande corsa ciclistica tra i territori più belli in assoluto come quelli del senese. Non credo che riuscirà a essere ancora Monumento… Per l’età”.




